Se ne è andato Roberto Masante “fratello in piombo” tra i fondatori dell’Associazione “Amici di Piazza” di Mondovì e attivo collaboratore di AIMSC.

AIMSC, l’Associazione dei Musei della Stampa e della Carta partecipa con immenso dolore la scomparsa di Roberto Masante.
Il Presidente Giorgio Montecchi e tutti i soci AIMSC si uniscono con commozione al dolore della famiglia per la perdita di un amico e collega la cui memoria rimarrà nei cuori di tutte le persone che lo conoscevano e invitano il dott. Bracco a esprimere il cordoglio dell’Associazione alle figlie Chicca e Antonella e ai familiari tutti.”

Roberto Masante tipografo che ha sempre amato il suo lavoro di compositore è stato tra i fondatori dell’Associazione “Amici di Piazza” di Mondovì, e anche storico partecipante ai lavori per la creazione di progetti a lui particolarmente cari anche in ambito AIMSC.

Lo ricordiamo con grande affetto per la sua umiltà, la sua semplicità e partecipazione a tutto quanto avesse a che fare con la tipografia in piombo.
Con Roberto, insieme a Giorgo Coraglia e altri amici, abbiamo trascorso interessanti momenti culturali nei laboratori tipografici degli “Amici di Piazza” nell’ambito del Museo della Stampa di Mondovì.
Proprio Giorgo Coraglia, che preferisce non esprimere parole di lutto, ce lo ricorda attento a partecipare alla vita, «a quella vita che solo dopo la tua fine ti rivela che avevi così tanti amici che forse non valeva la pena di morir solo. Tante belle parole che più non intenderai e neanche godrai dell’applauso che ti seppellirà

«Io sono un linotipista – ci dice Giorgio – uno di quelli che, come poeticamente ricorda Tonino Bergera in ‘Fratelli in piombo’ “milioni di parole, allegre e tristi, abbiamo allineato senza boria: nascosti dietro pagine di gloria, specializzati nel non esser visti…” »

Da ARMUS, Archivio Museo della Stampa di Genova, riceviamo:

“Caro Marco,
abbiamo appreso solo ora dal tuo MetaPrintArt la notizia del caro Roberto Masante,
con cui anche noi abbiamo condiviso alcune serene “ore di piombo”, ove lui era sempre amabilmente prodigo e insostituibile al fianco di Giorgio Coraglia.
Seppure poche le occasioni, la sua figura umana ci è cara e il suo “lascito” culturale esemplare, nel senso della cura profusa nell’Arte e nella Tradizione tipografica.
Anche noi sentiamo di non poter esprimere parole di condoglianze, giacché le persone rapide e silenziose (come le canoe sull’acqua, come Roberto) non ci lasciano mai davvero…
si allontanano solo un poco per sbirciare da lì che sappiamo fare senza di loro…”
Mariglò
Museo Stampa di Genova/Raccolta Pirella

BIOGRAFIA
Museo Mondovì Tipografia

Roberto Masante (1930-2019) studia presso i Paolini di Alba (CN) dove impara il mestiere di tipografo. Per ragioni famigliari è costretto a lasciare la bottega per la fabbrica, ma conserva sempre nel cuore la passione per il piombo e l’inchiostro. Alla fine degli anni Sessanta del Novecento partecipa alla fondazione dell’Associazione culturale “Amici di Piazza” che nel 1968 organizza la prima edizione della “Mostra dell’artigianato artistico”, ancora oggi la più importante rassegna dell’estate monregalese, e che fin dall’inizio dimostra una spiccata vocazione per l’editoria.
Nel 1969 con coraggio ammirevole e una buona dose di incoscienza spinge l’ Associazione ad acquistare i macchinari per avviare una vera tipografia che gli consente di stampare in proprio.
La tipografia viene allestita nei locali di una antica residenza nobiliare di campagna in località “Beila”, dove rimarrà in funzione fino a pochi anni or sono. Nascono così le “Edizioni el Peilo”, che pubblicano interessanti opere in lingua piemontese, in primis le poesie del premio “Salutme l’Moro”, altro primato dell’Associazione, e i cataloghi delle tante mostre d’arte (colore, grafica, scultura, ceramica) che l’Associazione organizza regolarmente. Agli albori del Duemila, sostenuto dal compianto Gianni Ferrero, allora Assessore alla Cultura, è tra i promotori del Museo Civico della Stampa, allestito con una parte della collezione del Museo Universale della Stampa di Rivoli (TO).
Più tardi sarà ancora lui a portare al Museo la donazione della famiglia Belloni di Nizza Monferrato. Qualche anno dopo la tipografia del Beila trasloca nei locali del museo e da allora Roberto ha affiancato all’attività artigianale quella didattica che gli ha consentito di insegnare ad adulti e bambini la storia della tipografia. Fu un uomo buono e generoso, sempre pronto a dare una mano con umiltà.