In tempo di vacanza si possono fare scoperte interessanti. Storiche, culturali e, nei momenti di relax, gustando un’ottima birra artigianale, scoprire un innovativo design di etichette. Ce lo racconta SteGat.

di SteGat *

Alla fine di maggio del 1944 l’avanzata degli Alleati lungo la Penisola era bloccata a Cassino, mentre sul Tirreno gli Anglo-Americani avevano conquistato la Sardegna e la Corsica.
I Comandi affidarono alle truppe francesi del Generale De Tassigny l’incarico di occupare l’Elba con un’operazione anfibia.  Il Contingente francese comprendeva truppe provenienti dalle colonie del Nord Africa, Marocco e Algeria, e dal Senegal.  Anche all’Elba queste truppe si macchiarono di orrendi crimini, come in altre parti d’Italia.
I fatti furono ben stigmatizzati nel film di De Sica “La ciociara” del 1960 con Sofia Loren, ma questa resta comunque un’altra storia.navarone

Tornando all’isola toscana, questa era presidiata da una guarnigione della Wermacht comandata dal Generale Gall; queste truppe disponevano di batterie anti-aeree e anti-navali in vari punti della costa. Uno di questi era Capo d’Enfola, sulla costa nord ovest presso Portoferraio.    In questo sito i bunker erano armati di cannoni da 152 mm e pezzi anti-aerei da 88 e 65.
Questa postazione dominava la rotta tra la Corsica e la Toscana, ed era presidiata da circa 200 uomini.

La notte del 17 giugno, 12 gommoni con 80 militari francesi a bordo partirono da Procchio e si avvicinarono silenziosamente alla scogliera di Capo d’Enfola, usando le pagaie e non i motori per non fare rumore. Nel buio totale iniziarono a scalare la scogliera in mezzo alla macchia mediterranea a picco sul mare.
Dopo 2 ore di lenta risalita, una pietra caduta allertò i tedeschi, che disponevano di un sistema di fotocellule per illuminare tutto a giorno. Iniziò così un cruento combattimento all’arma bianca, che si concluse con la distruzione dei bunker con l’esplosivo al plastico.    Il commando contò alla fine della missione solo 14 sopravvissuti, mentre i tedeschi ripiegarono sulla costa toscana il 20 giugno, rinforzando la linea gotica.
I resti della struttura sono ancora oggi visitabili, dopo una escursione a piedi partendo dal mare del  Capo d’Enfola.

Pochi sanno che da questo episodio di guerra fu tratta l’ispirazione per il film del 1961 “I cannoni di Navarone” un tipico drammone hollywoodiano, dal cast notevole, che comprendeva, tra gli altri, attori del calibro di Gregory Peck, Anthony Quinn, Irena Papas e David Niven, diretti dal Regista J. Lee Thompson. Al botteghino il film ebbe un discreto successo commerciale e ancor oggi è riproposto in tv nelle serate estive.   Qui di fatto la trama era inventata, e metteva insieme commandos inglesi e partigiani greci.

 

 

La birra dell’Isola

Di sicuro conforto per i difensori tedeschi sarebbe stata una buona Lager a bassa fermentazione simile a quelle della Madrepatria, ma la prima Birreria nacque nell’Isola solo nel 2007 a Rio Marina.  Nei primi anni l’impianto produceva solo 2000 bottiglie e 250 fusti; oggi la produzione ha raggiunto quota 20.000 bottiglie e 1000 fusti, mentre la sede del birrificio si è spostata a Portoferraio.
Della birra Elba si producono circa 9 etichette più 4 speciali a disponibilità limitata.
Nel 2015 è stata proposta “La Marina” una Lager non pastorizzata con rifermentazione in bottiglia e gradazione 5%, che secondo me è una ideale alternativa ai vini bianchi in tutti i piatti di pesce che caratterizzano la cucina elbana.

 

 

Etichetta via col vento

La curiosa e simpatica etichetta che proponiamo nell’immagine, con la bandierina svolazzante è stata pensata proprio per ricordare il vento dell’isola dell’Arcipelago toscano, e risulta simpaticamente allusiva specialmente per gli appassionati della vela.
Di questa birra vengono prodotte 2 versioni: la chiara e la rossa, quest’ultima leggermente più alcolica.  Prezzo del tutto in linea con prodotti artigianali simili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

* SteGat (Stefano Gatti, biologo, autore di racconti a base storica)