In un numero speciale della prestigiosa rivista Progetto Grafico di AIAP si parla di editoria e in particolare Journal vs Magazine, l’evoluzione dell’editoria periodica di informazione e dell’editoria scientifica.

L’articolo prende in considerazione il concetto di rivista, che dall’emergere e affermarsi della stampa digitale, è stato fortemente influenzato dall’evoluzione tecnologica, ma anche dagli eventi esterni alla stampa e all’editoria, non ultima la pandemia del 2020.

Se il concetto di periodico quale veicolo di produzione della conoscenza secondo criteri scientifici, rimane immutato ed è rafforzato, deve comunque fare i conti con una serie di strumenti di comunicazione di massa, i social in particolare, che ha cambiato il ruolo, le funzioni e lo sviluppo del periodico di informazione e divulgazione.

Si è ridotto l’impatto di massa che è stato assunto dai social network, per cui la rivista si posiziona su un piano completamente diverso esaltandone l’aspetto materiale.

C’è rivista e rivista

Nel mondo anglosassone quella che noi chiamiamo “rivista” ha due nomi, per indicare due funzioni completamente differenti e non sovrapponibili per scopi, linguaggio e funzioni sociali.

Il journal è una rivista scientifica, che pubblica articoli secondo un processo di double blind peer review cui sono sottoposti i testi di natura scientifica, che li seleziona in base al rigore scientifico con cui sono prodotti e alla rilevanza dei risultati ottenuti, senza considerare aspetti soggettivi quali opinioni, posizioni politiche o interessi personali dei revisori.
Il modello commerciale imperante (discutibile) ormai insito nel contesto accademico – riporta l’articolo cui ci riferiamo – si basa sulla necessità dei ricercatori di pubblicare i risultati della propria ricerca per diffondere la conoscenza e al contempo ottenere progressi nella propria carriera. Questo ha portato a un ribaltamento del meccanismo ‘domanda offerta’ al punto che molto frequentemente sono gli stessi ricercatori a dover pagare per pubblicare il proprio lavoro, in particolare se vogliono che sia rilasciato pubblicamente e, venendo letto e citato da colleghi, assuma rilevanza scientifica.
Oggi, il movimento dell’Open Science si propone di rendere accessibile la ricerca scientifica e pone tra i suoi pilastri l’editoria scientifica aperta e quindi l’accesso aperto alle pubblicazioni e ai dati relativi alla ricerca. Di conseguenza, il journal è essenzialmente digitale, per quanto possa esistere anche in versione stampata.

Il magazine è una rivista che ha lo scopo di comunicare con un pubblico che, per quanto di nicchia, desidera avere una particolare informazione, un particolare punto di vista, uno specifico taglio editoriale e può divenire oggetto di auto-riconoscimento ed espressione dal punto di vista estetico.
Il magazine utilizza un linguaggio compatibile con il proprio lettore di riferimento.
Questo solleva un problema: quale forma deve assumere una rivista di grafica “che voglia varcare gli stretti confini del proprio ambito professionale e cercare di interloquire anche con altri fruitori?
Il magazine può anche essere digitale, ma, soprattutto in ambito grafico, permane forte il gusto e l’ambizione di produrre un artefatto fisico.

I temi

Date queste premesse, l’articolo sostiene che “occorre ripensare l’idea stessa di rivista e provare a fare un ragionamento progettuale su vecchie e nuove modalità e sulle funzioni sociali a cui una rivista di un’associazione deve assolvere.
Emergono una serie di temi su cui è necessario avviare una discussione, e che qui riportiamo esattamente come proposto da Progetto Grafico (che invita alla discussione su questo tema:

  • come affrontare la sostenibilità economica di una rivista nel contesto contemporaneo, e con quali modelli;
  • quali sono le funzioni a cui assolve l’editoria periodica nell’ambito del progetto della comunicazione;
  • il ruolo, la funzione e i modelli su cui fondare un’editoria open access, l’open science e la free culture: opportunità, problemi, prospettive;
  • le problematiche di un modello fondato sulla peer review e possibili alternative e integrazioni;
  • la distribuzione e la diffusione: attraverso quali canali una rivista può arrivare a dialogare con un pubblico potenziale, come può arrivare a un pubblico più ampio per educare interlocutori che usufruiscono dei servizi di comunicazione;
  • il magazine come strumento di divulgazione ed empowerment;
  • qual è il ruolo e la funzione sociale che può assumere la rivista di un’associazione professionale;
  • che funzioni hanno in una rivista di un’associazione gli aspetti formativi e di aggiornamento, gli aspetti legati alla promozione della professione, le questioni inerenti al dibattito intellettuale e politico intorno al progetto della comunicazione;
  • possibili alternative o integrazioni all’attuale modello di peer review;
  • casi studio storici o contemporanei sull’impatto delle riviste sulla società;
  • in che modo una rivista può interagire con il mondo della comunicazione digitale e con il mondo analogico della carta e della comunicazione in presenza.

Per informazioni: AIAP