MetaÃlice ospita oggi Paola Rolando, che abbiamo avuto il piacere di conoscere al SalTo24 allo stand PAV Edizioni, in occasione del suo debutto al firmacopie con il romanzo breve che pone al centro le donne mettendole in guardia contro la violenza di genere.

MetaÃlicePaola, quali sono i tuoi interessi e di che cosa ti occupi?
Paola Rolando – Molteplici e spaziano dalla lettura, ai viaggi, in particolar modo le città d’arte, all’amore per gli animali, il mare e le lunghe camminate. Sono una pedagogista e mi occupo del benessere di bambini e adolescenti, per cui organizzo spesso convegni con l’associazione di cui faccio parte, per focalizzare l’attenzione degli adulti sui bisogni dei ragazzi.

MAÃ – Quando si è accesa la scintilla per la scrittura?
Paola – Fin da bambina potrei dire. Ho sempre amato scrivere e mi ha aiutata molto nel periodo della separazione dei miei genitori: avevo sette anni e pochi punti di riferimento.

MAÃ – Che cosa desideri trasmettere con la scrittura e qual è il genere in cui ti esprimi meglio?
Paola – Principalmente per me la scrittura è terapeutica ma, con i miei libri, vorrei far star meglio anche i lettori. Ritengo che lo scopo della scrittura sia proprio quello di trasmettere a chi legge sensazioni e occasioni in cui riflettersi e arricchirsi.
Ho scritto anche favole per bambini; è difficile scrivere per i bambini perché bisogna conoscerli davvero ed entrare in punta di piedi nel loro mondo emotivo ma, se dovessi scegliere un genere in cui credo di esprimermi meglio, opterei per il romanzo.

MAÃ – La lettura ti ha aiutato a scrivere? Quali testi ami leggere? 
Paola – Sì, leggere aiuta molto a scrivere, è basilare leggere se vuoi, a tua volta, tradurre in parole scritte ciò che senti. Amo in particolare i libri di A. Dumas, V. Hugo e K. Hosseini.

MAÃ – Sono tanti gli scrittori e i libri proposti. Hai incontrato difficoltà nella ricerca di un editore interessato al tuo manoscritto?
Paola – In realtà no, ho spedito il mio manoscritto alla PAV Edizioni perché mi è piaciuta la loro filosofia di editing.

MAÃ – Lo hai fatto leggere a qualcuno prima di proporlo, a un beta reader?
Paola – No.

MAÃ – Il tuo testo ha superato subito la prova, quindi. Però un beta-reader potrebbe essere utile per capire se l’orientamento è giusto. In base alla tua recente esperienza, ti trovi bene con il tuo editore?
Paola – Al momento sì, sono tre e sono molto motivati e operativi.

MAÃ – Quale soddisfazione ti ha dato pubblicarlo, che cosa intendi trasferire al lettore?
Paola – Sono molto felice che lo abbiano pubblicato e auspico di trasmettere ai lettori emozioni e sentimenti che li facciano star bene. Un libro dovrebbe lasciare qualcosa in chi lo legge e arricchire, far riflettere, stimolare, offrire spunti di discussione.

MAÃ – Il tuo romanzo breve “Il suono vibrante dell’arpa”, nasce dalla realtà a te vicina o è di pura fantasia che attinge, purtroppo, da una realtà che è sotto gli occhi di tutti quotidianamente? 
Paola – Il romanzo trae spunto da storie di vita reali, di donne che ho incontrato sul mio cammino, femminicidio compreso. È stato proprio l’omicidio di un’amica a darmi l’ispirazione. Nel capitolo dedicato alla sua morte insisto sull’importanza di ‘Non andare mai a un ultimo appuntamento’ come purtroppo aveva fatto lei.  Spesso le donne sono fragili, non sempre comprendono quanto valgono e si fanno travolgere dai sensi di colpa e dal loro innato spirito di crocerossine. Sarebbe importante che capissero quanto possono essere grandi e capaci di volare come le aquile senza mai farsi tarpare le ali da nessuno.

MAÃ – L’argomento, come anticipato, è più che mai attuale e non smette di lasciarci sbigottiti quanto la civilizzazione della società e la sua presunta modernità, non siano al passo con il retaggio del passato, che vede sempre il maschio al centro e padrone del destino della donna. Torniamo all’editore. Come ha seguito le varie fasi della preparazione del tuo originale prima della pubblicazione; è stato eseguito un buon editing e correzione delle bozze?
Paola – Sì, e in pratica hanno eliminato qualche refuso senza alterare la forma.

MAÃ – Ti ha lasciato spazio nella creazione della copertina?
Paola – L’idea della copertina è stata mia e la casa editrice ha subito soddisfatto la mia richiesta. L’arpa simboleggia l’universo femminile, l’armonia e facilita la connessione con il trascendente.  Le corde dell’arpa pizzicate riescono a vibrare così intensamente da accarezzare l’anima.

MAÃ – Come valuti il contratto che ti ha proposto?
Paola – Buono.

MAÃ – E veniamo alla promozione. L’editore come promuove il tuo libro?
Paola – Con le fiere e tramite i social.

MAÃ – Oggi l’autore deve diventare imprenditore di se stesso e occuparsi di marketing e vendite. Come pensi di far conoscere al vasto pubblico dei lettori, il messaggio contenuto nel tuo testo?
Paola – Questa risposta è difficile perché non sono brava nelle vesti di imprenditore di me stesso, ma proverò, in fondo anche questa è una bella sfida.

MAÃ – Continuerai a scrivere?
Paola – Sì. Perché non riesco a farne a meno. È come un demone che ho dentro di me e che deve uscire allo scoperto. Mi viene in mente la parola eudaimonia, avere un buon demone che ci renda felici. Ecco quando scrivo sono felice.

MAÃ – Questo è un demone buono. Ci auguriamo che esca ancora e ti dia nuovi spunti. Ci rivedremo allora a qualche fiera o nella nostra “amata” Torino, dove anch’io ritorno volentieri. Ti auguriamo un buon proseguimento sia nella scrittura, sia nella diffusione del tuo libro.
Paola – Sicuramente ci rivedremo a Torino la mia città natale che, grazie a una nuova amica scrittrice conosciuta al SalTo24, sto rivalutando.

MAÃ – Sono i cicli della vita. Bisognerebbe ascoltarsi e fare attenzione a ciò che ci succede. La vita sarebbe molto più semplice.
Paola – Ti ringrazio per l’intervista e confido che, soprattutto le giovani donne leggano il mio libro che ho voluto fosse breve e in forma, direi, tascabile da tenere in borsa, per leggerlo quando occorre, nei momenti di solitudine, di tristezza, di sconforto. Quando le donne sembrano dimenticarsi di quanto è grande il loro valore e quanto siano importanti.

MAÃ – Sagge parole. Ce lo auguriamo tutte e MetaÃlice auspica che il tuo desiderio venga esaudito. Buon proseguimento.