L’abbinata tra Converflex e Ipack-IMA ha portato in fiera operatori interessati alle innovazioni facendo presagire una ripresa del mercato.

Questo è il parere di Marco Calcagni, presidente di Acimga che è stato molto positivo sull’esito di Converflex sia come direttore commerciale di Omet, ma soprattutto a nome di Acimga.
Ciascuna delle due manifestazioni ha portato visitatori all’altra, ma ciò che ha riscosso un parere favorevole è la qualità degli operatori. «Non abbiamo visto perdigiorno – ci ha detto onestamente Calcagni – e tutti i contatti avuti sono stati al fine di rendersi conto delle possibilità di nuovi investimenti. E questo vale sia per i visitatori stranieri, sia per quelli italiani
La soddisfazione è stata espressa anche da diversi espositori, in particolare nei settori degli inchiostri, del dopo-stampa e dei software. Unico neo, se vogliamo, l’assenza di macchine da stampa operative, ma forse è meglio così.
Questo può essere un segnale su un nuovo modo di interpretare una manifestazione fieristica, che diventa un punto d’incontro, piuttosto che una rumorosa esibizione di macchinari, inutili consumi di carta e di energia e inquinamento. Peraltro poco utili ai fini degli affari.
Secondo il presidente di Acimga, Converflex ha segnato un punto di svolta: «Legata a Ipack-IMA fa bene a entrambe e per le prossime edizioni, se si lavora bene, si può raddoppiare.» Marco Calcagni sottolinea come oggi, soprattutto in Italia, il format di una fiera del settore deve cambiare. Non più grandi spazi, ma un luogo che deve essere un punto d’incontro per approfondire le conoscenze sullo sviluppo delle tecnologie, soprattutto quelle non tangibili come i software, oggi perno fondamentale nella conduzione aziendale. «Chi non ha una conoscenza aggiornata delle nuove tecnologie e dei nuovi software gestionali, resta indietro perché è necessario confrontarsi su ciò che sta dietro le macchine che è il vero valore della grafica» ha affermato Calcagni. E ha aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare o sottovalutare che il mondo della grafica è fortemente cambiato e continua a cambiare, e alla base resta il fatto che chi stampa è essenzialmente un comunicatore. Che non lo ha capito rischia di restare escluso dal mercato

Imballaggio flessibile

acimga 1Nel workshop: “Imballaggio flessibile: pratico, sicuro e… Cosa chiede l’industria alimentare, cosa propongono i provider di soluzioni” cui hanno partecipato alcuni produttori italiani di tecnologie del circuito Acimga con la GDO e brand, si sono toccati i temi nodali della catena di fornitura del comparto.
In risposta alle tematiche lanciate dal moderatore Armando Garosci, di Largo Consumo, gli industriali di Acimga hanno evidenziato che l’impulso al dialogo fra utilizzatori e produttori di tecnologie può costituire la chiave per nuovi spunti di competitività e di crescita per le aziende italiane. Mettere i diversi attori della filiera allo stesso tavolo per focalizzare le esigenze e individuare soluzioni innovative, consente di cogliere tempestivamente le esigenze di un mercato che evolve all’insegna della personalizzazione del prodotto e dell’esigenza di sempre maggiore sicurezza, come evidenziato nella relazione preliminare alla tavola rotonda del direttore dell’Istituto Italiano Imballaggio, Marco Sachet.
Sono temi che richiedono l’accelerazione dell’impegno da parte di chi realizza macchine, sviluppa supporti, elabora inchiostri che siano sempre meglio compatibili con le esigenze di velocizzare e rendere flessibile la produzione, rispettando gli standard di salubrità e sicurezza.
Dall’incontro sono emerse due indicazioni importanti, suscettibili di sviluppi: aprire le porte delle aziende di tecnologie di stampa ai brand-owner, affinché siano resi partecipi delle grandi potenzialità del packaging come strumento di marketing, e coinvolgere i produttori di inchiostri, che costituiscono oggi l’elemento imprenscindibile per spingere l’innovazione con sempre più elevati standard di sicurezza nel contatto fra imballi e alimenti.
Andrea Briganti ha inoltre presentato lo studio pilota con i nuovi strumenti di intelligence sui mercati esteri, che hanno prodotto come primo risultato l’Outlook Romania.

Cartotecnica

acimga2Quello che è stato definito “l’ultimo miglio del marketing” per il suo compito di attirare il consumatore davanti allo scaffale, che nella fase decisiva di contatto con il prodotto fa scattare quasi sempre l’acquisto d’impulso e conquistare la vendita nel 70% dei casi, giustifica il crescente mercato degli espositori da banco e da vetrina. Un mercato raggiunge in Italia i 4 miliardi di euro l’anno. Il dato, assieme ad altre indicazioni particolarmente significative su realtà e opportunità, è stato fornito durante l’incontro “Promo in store: la cartotecnica al servizio del punto vendita”.
L’idea è quella di sviluppare relazioni sempre più intense a tutti i livelli della filiera, mettendo in contatto e alimentando gli scambi fra chi realizza il prodotto da scaffale e i consumatori, fra i produttori di materiali e le aziende di cartotecnica. Le analisi delle dinamiche d’acquisto sullo scaffale diventano così una risorsa preziosa per tutti gli attori della filiera, che dal confronto possono individuare come e dove innovare, come ottimizzare realizzazioni dal turnover rapido e con esigenze di rinnovarsi con grande rapidità e frequenza. Basti l’esempio di un grande marchio, citato nell’incontro, molto presente sui punti vendita di super e ipermercati, che lavorando su campagne con ciclo di 15 giorni, ha un budget annuo che s’avvicina ai 500mila euro.

Accorciare le distanze

Il direttore di ACIMGA, Andrea Briganti, ha quindi annunciato la collaborazione con POPAI Italia, associazione di riferimento nel retail & shopper marketing, che nel network globale POPAI è l’associazione nazionale che vanta il maggior numero di aziende iscritte. L’intesa si concretizzerà in incontri formativi e divulgativi, il cui obiettivo è sostanzialmente accorciare le distanze fra le potenzialità delle macchine e le attese dei consumatori, attraverso la sempre più intensa collaborazione fra i diversi attori della filiera.