Pesante. È il commento di uno stampatore alla polemica che diversi tipografi hanno impostato su Facebook, esplodendo, dopo aver perso la pazienza, con un “Sì, ok. Ma basta con il passato!”

Questo commento, che uno stampatore offset ha pubblicato su Facebook, la dice lunga sul mondo della stampa. È un concetto che si trascina da decenni e non mette in buona luce quegli imprenditori che continuano a ritornare con nostalgica passione, a operazioni oggi obsolete.
Per carità, chi scrive ha vissuto (da cliente) e per ragioni anagrafiche, tutta l’evoluzione della stampa. Dal taccheggio sulle piano-cilindriche quando assisteva alla stampa del ‘primo foglio’ per verificare che tutto fosse a posto, al colore dopo il quarto passaggio, ai refusi (che ci scappavano sempre).
Non solo, ma come fondatore della associazione dei Musei della Stampa è appassionato di questa ‘arte nera’ dai torchi fino alla litografia (su pietra, naturalmente).
Ma questo nulla ha a che fare con l’imprenditoria moderna. Che deve guardare avanti e non indietro.
Un invito dunque agli artigiani ‘tipografi’ a tenere le nostalgie per la domenica, ma gli altri giorni fare molta attenzione a come si muove il mercato. E magari seguire i corsi di aggiornamento tecnico che associazioni di categoria e scuole grafiche organizzano per gli operatori della stampa. La stampa non è in crisi. In crisi sono coloro che non guardano oltre.

L’immagine accanto al titolo è tratta da un nostro servizio giornalistico presso la Tipoteca Italiana, il museo della stampa e del carattere di Cornuda (TV), fondato da Silvio Antiga.