Non è solo una questione di tifosi in festa, ma anche la voglia, certamente legittima, di prepararsi alle vacanze e, soprattutto, a dare una spinta vivace all’economia. Bene, ma tutto questo non può giustificare il rilassamento ‘mascherale’ nei contatti di lavoro e nelle fabbriche. Meglio una festa in meno ma una produttività più sana e vivace. Non è pessimismo, ma raziocinio.

Scriviamo queste parole perché abbiamo notato come da più parti anche nel nostro mondo dell’industria grafica si stia pensando che si sta tornando alla normalità e che la pandemia sia ormai quasi un brutto ricordo. Non è così, purtroppo e conviene agire con prudenza e intelligenza.

Lasciar perdere le fisime del ‘ci vogliono togliere la libertà’ che hanno una sentore più politico che razionale.

India, Brasile e non solo ci stanno dimostrando che le cose possono peggiorare. E che se le cose peggioreranno, potremmo anche non uscirne più.
Mentre tutto intorno a noi il mondo va a fuoco, laddove invece si è appena riusciti a contenere l’incendio, la prima cosa a cui si pensa è a come e quando rimuovere gli estintori” ha scritto correttamente un giornalista.
Quali sono gli estintori a nostra disposizione? Ovviamente la vaccinazione, che molti tendono a trascurare. E le mascherine che sono e restano l’unica reale protezione che abbiamo. Ma che volti usano solo appesa al collo senza coprirsi bocca e naso. Le usano allo stesso modo di chi porta un cornetto portafortuna in tasca. Toccare ferro, o altro, non basta.

Le varianti che sono emerse negli ultimi mesi, ma anche quelle che inevitabilmente verranno ancora, dimostrano che non possiamo abbassare la guardia. È anzi assai probabile che la situazione peggiori anche dal punto di vista delle varianti che potrebbe rivelarsi non solo più contagiose e letali, ma anche capaci di eludere i vaccini.

Quindi non ci resta che lavorare, sì, ma ‘cum granu salis‘.