Dal FESPA Italia Day 2026 emerge un settore consapevole delle opportunità di automazione, AI e sostenibilità, ma ancora lento nell’adozione

Automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità sono i tre pilastri della trasformazione in atto nel mondo della stampa. A metterli a fuoco è stato l’intervento di Barboglio durante il FESPA Italia Day 2026, che ha restituito una fotografia lucida del settore: le tecnologie sono disponibili e mature, ma la loro diffusione resta limitata.

Automazione: il limite è organizzativo

Uno dei dati più significativi riguarda l’automazione: circa la metà delle aziende non la utilizza ancora in modo strutturato. Non si tratta di un problema tecnologico, bensì organizzativo.

Dove presente, l’automazione si concentra soprattutto in ambiti come prepress, workflow, web-to-print e gestione degli ordini. Tuttavia, manca spesso un approccio sistemico e orientato ai risultati.

Il nodo centrale è l’assenza di una cultura della misurazione: oltre il 55% delle imprese non valuta i benefici degli investimenti. Senza indicatori chiari – come la riduzione degli errori o l’aumento della produttività – diventa difficile pianificare ulteriori sviluppi.

AI: interesse diffuso, applicazioni limitate

Anche sul fronte dell’intelligenza artificiale emerge un divario tra interesse e utilizzo reale. Il 38% delle aziende non impiega ancora soluzioni AI, mentre solo una minoranza ne fa un uso strutturato.

Le applicazioni attuali sono ancora frammentate e riguardano principalmente design, gestione del colore e pianificazione. L’AI non è ancora integrata nei flussi produttivi.

Le principali barriere restano la carenza di competenze, la scarsa conoscenza delle possibilità applicative e la difficoltà nel definire strategie concrete. A questo si aggiunge un fattore spesso sottovalutato: la mancanza di tempo da dedicare alla sperimentazione.

Sostenibilità: tra complessità e mercato incerto

Sul fronte della sostenibilità, più del 60% delle aziende utilizza materiali sostenibili in modo limitato. Le ragioni principali sono i costi più elevati e una domanda ancora debole da parte dei clienti.

Ma il tema è più ampio e complesso: sostenibilità significa ripensare materiali, energia, processi e modelli di business. Un cambiamento che molte imprese faticano ancora a tradurre in strategie operative.

Le normative, in particolare a livello europeo, sono in crescita ma non rappresentano ancora un driver decisivo. Più incisivo appare invece il ruolo dei fornitori, chiamati a guidare e anticipare l’innovazione.

Il vero ostacolo è interno

Il messaggio che emerge è chiaro: la trasformazione del settore non è frenata dalla tecnologia, ma da fattori interni alle aziende.

Organizzazione, competenze e tempo sono oggi i veri elementi critici. Senza un approccio strutturato e senza strumenti per misurare i risultati, il rischio è quello di rallentare un cambiamento che il mercato richiede con sempre maggiore urgenza.