Il packaging come linguaggio dell’innovazione sostenibile, con una crescente attenzione all’ambiente, all’efficienza economica e alla riduzione degli sprechi.

L’evento White Paper Packaging e Made in Italy, organizzato da Laminati Cavanna e di cui abbiamo già riferito , ha rappresentato un passaggio importante per comprendere il ruolo reale del packaging all’interno del sistema produttivo italiano. Non più semplice elemento accessorio, ma leva industriale, linguaggio del prodotto e fattore competitivo.

Questo approfondimento si basa sul White Paper e sui contributi emersi durante l’incontro alla Laminati Cavanna Academy, che hanno analizzato l’intera filiera: dalla progettazione alla produzione fino allo scaffale della GDO.
Il filo conduttore è chiaro: il packaging come “linguaggio dell’innovazione sostenibile”, con una crescente attenzione non solo all’ambiente, ma anche all’efficienza economica e alla riduzione degli sprechi.

Un pilastro industriale del Made in Italy

Il packaging è oggi una componente strutturale del sistema industriale italiano. I dati lo confermano: nel 2024 il settore ha rappresentato il 3,3% del fatturato manifatturiero e l’1,7% del PIL nazionale.
Non si tratta solo di numeri, ma di funzione sistemica. Il packaging garantisce sicurezza e qualità dei prodotti, abilita la logistica e la distribuzione, contribuisce alla reputazione del Made in Italy sui mercati globali.
È inoltre un comparto che continua a generare occupazione (+1,4% nel 2024) anche in una fase economica complessa.
Un dato su tutti evidenzia la sua centralità: quasi l’80% degli imballaggi è destinato al settore alimentare, a dimostrazione del legame stretto tra packaging e filiera agroalimentare.

Dinamiche economiche

L’analisi congiunta dei dati presentati da Barbara Iascone (Istituto Italiano Imballaggio) evidenzia un quadro articolato con una crescita nei volumi, contrastata da una pressione sui margini.
Nel 2024 la produzione ha raggiunto 17,3 milioni di tonnellate (+1,1%), il fatturato è invece leggermente calato (-1,2%) .
Questo disallineamento segnala una pressione sui prezzi e sui margini, elemento critico per la competitività delle imprese.

Sul fronte estero emerge una criticità strutturale: la crescita delle importazioni supera quella delle esportazioni, generando un saldo negativo in aumento . Una dinamica che impone riflessioni strategiche su posizionamento e valore aggiunto dell’offerta italiana.

Perché il “buon packaging” è strategico

Innovazione e sostenibilità

 

Qui la transizione già in atto: il packaging è al centro di una trasformazione profonda, guidata da sostenibilità e innovazione tecnologica.

Le direttrici principali sono:
– materiali riciclabili e riduzione dell’impatto ambientale,
– efficienza energetica dei processi,
– economia circolare,
– tracciabilità avanzata.

I dati per materiali mostrano una crescita diffusa (acciaio, alluminio, carta, plastica), segno di un settore dinamico e capace di adattarsi .

Ma il punto centrale è un altro: il packaging non è più valutato solo per il suo impatto diretto, bensì per il contributo complessivo alla sostenibilità del prodotto.

Il packaging come leva contro lo spreco alimentare

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal White Paper riguarda il ruolo del packaging nella riduzione dello spreco alimentare.

I numeri sono significativi: oltre 1 miliardo di tonnellate di cibo sprecato nel mondo ogni anno, per un valore economico superiore ai 500 miliardi di dollari.

In questo contesto, il packaging diventa un alleato strategico grazie a tre funzioni chiave:

  1. Protezione da agenti esterni e contaminazioni
  2. Conservazione, con estensione della shelf-life
  3. Informazione, attraverso etichette e sistemi intelligenti

Le soluzioni tecnologiche sono già disponibili. L’active e smart packaging, l’atmosfera modificata e sottovuoto, gli imballaggi richiudibili e porzionati, le nanotecnologie per migliorare le proprietà barriera.

Un dato spesso trascurato nel dibattito pubblico è che il packaging incide generalmente per meno del 10% sull’impatto ambientale complessivo di un alimento, mentre lo spreco rappresenta la quota dominante.

Questo ribalta la prospettiva: un packaging “migliore” può aumentare leggermente l’impatto del materiale, ma ridurre drasticamente quello complessivo.

Il ruolo delle PMI e le criticità di sistema

Accanto ai punti di forza, restano alcune debolezze strutturali del sistema Paese, richiamate anche da Fabio Papa: sopra tutte il calo demografico, l’elevato debito pubblico, la bassa produttività e, non ultima, la pressione fiscale. Per un settore composto in larga parte da PMI, questi fattori incidono direttamente sulla capacità di investire in innovazione e sostenibilità.

Perché il “buon packaging” è strategico

Regole europee e futuro del settore

Il quadro normativo europeo, con il Regolamento PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) richiamato da Dario Zanoni, rappresenta una sfida decisiva.
Da un lato, spinge verso standard più elevati di sostenibilità; dall’altro, richiede un equilibrio tra obiettivi ambientali e sostenibilità industriale. Il rischio, evidenziato implicitamente nel White Paper, è quello di introdurre vincoli non pienamente coerenti con la realtà delle filiere produttive.

Un ecosistema fondato su competenze e territori

Uno dei tratti distintivi del packaging italiano è la sua struttura: un sistema di distretti, competenze diffuse e collaborazione tra imprese, associazioni e istituzioni.

Come sottolineato da Anna Paola Cavanna, formazione e trasferimento del know-how sono elementi centrali. L’Academy aziendale e iniziative come Laminati Cavanna Talk dimostrano come il settore stia investendo anche nel capitale umano e nei nuovi linguaggi digitali .

In sintesi

Il messaggio che emerge con chiarezza è che il packaging non è più solo funzione, ma rappresentazione, ma possiamo azzardare: “il packaging come linguaggio del Paese
Possiamo così riassumere il messaggio emerso dall’evento di Cavanna Academy: infrastruttura tecnologica, leva di sostenibilità, fattore competitivo, strumento di comunicazione del Made in Italy.

Sostenere il packaging significa quindi sostenere l’intero sistema produttivo nazionale. Ma, soprattutto, significa adottare una visione integrata, in cui innovazione, sostenibilità e competitività non siano in conflitto, bensì parti di una stessa strategia.

In conclusione il “buon packaging”, oggi, è semplicemente quello che riesce a tenere insieme tutto questo.

La White Paper può essere scaricata qui

Perché il “buon packaging” è strategico
Perché il “buon packaging” è strategico