Nonostante i comunicati e una costante presenza sul mercato delle arti grafiche, è ancora diffusa l’idea errata che la casa elvetica, nota per i suoi CtP di alto livello sia fallita. Vediamo di fare chiarezza.
Sono ormai passati un paio d’anni da quando fu dato l’annuncio che la società svizzera Lüscher era fallita. Nel frattempo, nel giugno 2013 con l’acquisizione da parte di Wifag-Polytype e Heliograph, che hanno investito nella convinzione che le sue tecnologie innovative avessero un futuro, è rinata con il nome di Lüscher Technologies. Con una drastica ristrutturazione nel marketing ha ripreso la sua attività di ricerca e sviluppo e di produzione di computer-to-plate. È significativo che alla guida tecnica e produttiva sia ancora oggi, Peter Berner, lo storico direttore tecnico, l’ingegnere che aveva inventato la rivoluzionaria tecnologia del ‘letto curvo’ fisso che fece di Lüscher una società di avanguardia nella progettazione di CtP per la precisione ‘svizzera’ del suo sistema che associava l’altissima qualità al risparmio di energia perché non c’è alcuna massa in movimento.
Rappresentata in Italia da NTG Digital ci siamo rivolti a Carlo Alberto Di Noi, amministratore unico della società, per sentire come sono andate le cose e qual è la reale situazione di Lüscher.
MetaPrintArt – Da quando NTG Digital ha ripreso la rappresentanza di Lüscher e perché?
Carlo Alberto Di Noi – La NTG, che era già stata distributore esclusivo in Italia dal 1998 al 2007, ha firmato con la nuova società Lüscher Technologies un contratto di distribuzione l’8 ottobre del 2013. La Lüscher AG svizzera era entrata in crisi sia a causa delle ben note situazioni economiche del settore grafico sia per la saturazione del mercato dei CtP nella stampa offset.
Noi crediamo nel futuro delle sue tecnologie perché i nuovi acquirenti Wifag-Polytype e Heliograph puntano, prevalentemente, sullo sviluppo della tecnologia CtP in settori dell’industria grafica in crescita come il packaging o emergenti come l’industrial printing.
MPA – Dunque la nuova Lüscher Technologies è in buona salute. Eppure c’è in giro la convinzione che Lüscher non ci sia più, forse per la scarsa attenzione di cosa avviene sul mercato. Come si spiega?
C. A. Di Noi – La filiale italiana della Lüscher non è mai entrata in crisi poiché ha potuto contare su un installato di oltre 150 CtP, (50% termico e 50% UV ) e 10 CtP Flexo in tutta Italia.
Nel frattempo la gestione dell’assistenza tecnica ha continuato a operare senza sosta, con un livello altamente qualificato, tanto che i clienti di CtP Lüscher non hanno minimamente risentito della crisi di mercato. Invece a livello europeo il reparto commerciale che non era stato potenziato in modo adeguato non è stato in grado di ottenere risultati commerciali tali da mantenere un volume di vendite sufficiente a mantenere una posizione di rispetto sul mercato.
MPA – Recentemente avete dato un certo risalto al nuovo CtP ibrido, quello che viene anzi definito CtX proprio per indicare che piuttosto che un computer-to-plate è un computer-to-X dove X sta per qualsiasi matrice di stampa. Come è nata questa idea?
C. A. Di Noi – Con la crisi economica degli ultimi anni le aziende grafiche sono state costrette a cambiare i loro modelli di lavoro e quindi a diversificare il più possibile il loro tipo di produzione per soddisfare le nuove esigenze di un mercato in continuo cambiamento. Questo evidenzia la necessità di attrezzarsi con CtP che possano esporre qualsiasi tipo di lastre. L’idea di base è: perché acquistare un CtP per ogni tipo di lastra? E così il reparto R&D della Lüscher Technologies ha ideato questo platesetter rivoluzionario in grado di esporre lastre di ogni tipo, offset, flexo,serigrafiche e persino cliché in magnesio.
MPA – Quindi in pratica è un espositore adatto a chi usa diverse tecniche di stampa, in particolare i convertitori di etichette e packaging. Come funziona in parole povere?
C. A. Di Noi – Su un unico CtP ibrido si può passare da un laser a un altro semplicemente selezionando via software il template di riferimento: laser a infrarossi (940 nm) per lastre fotopolimeriche, tampografiche e tipografiche base acciaio e/o poliestere, laser termico (830 nm) per lastre offset, waterless e fotopolimeri, laser UV (405 nm) per il serigrafico rotativo e piano, le offset waterless e può essere utilizzato anche per esporre cliché in magnesio fino a 7 mm di spessore. Si tenga presente poi, che pur con lievi modifiche, il CtX Multi DX! può esser predisposto per un’esposizione ad alta risoluzione fino a 10.000 dpi, per applicazioni speciali.
MPA – E qual è il vantaggio che ne ottengono?
C. A. Di Noi – Prendiamo il caso di un service di prestampa. In pratica con una sola macchina si possono incidere lastre per diverse applicazioni quali etichette, packaging flessibile, litolatta, card, e persino per la stampa su vetro, plastica o legno. E possono servire i clienti più disparati anche nel campo dell’industrial printing, come ad esempio circuiti elettronici stampati. Ripeto, con un solo platesetter, senza passaggi intermedi come pellicole e consumabili. Ne deriva un risparmio in investimento, energia e prodotti. E questo vale anche per un convertitore che utilizza rotative a tecnologia mista.
MPA – Qual è il ruolo di NTG Digital in Italia e come si presenta il mercato acquisito e potenziale?
C. A. Di Noi – La nostra società, dopo un’attenta analisi di mercato, ha condiviso, in pieno la scelta tecnologica della Lüscher Technologies e ha deciso di entrare sia nel segmento dei CtP nella stampa offset tradizionale sia nei nuovi segmenti flexo e packaging che sono gli unici interessanti e in continua espansione.
A tal proposito annunceremo nuovi accordi con fornitori internazionali di soluzioni tecnologiche molto avanzate che operano nello stesso segmento di mercato.
MPA – Conosciamo NTG da diversi anni e ci ha dato l’impressione di un fornitore di soluzioni piuttosto che di prodotti. Ricordiamo ad esempio sistemi editoriali d’avanguardia in tempi in cui ancora non se ne parlava…
C. A. Di Noi – È vero. La missione della NTG Digital, che risente molto del mio background tecnico/commerciale, ha da sempre puntato sulla vendita di soluzioni tecnologiche complete e integrate e tutto ciò per rendere la vita più facile ai nostri clienti, evitando così il classico palleggiamento tra differenti fornitori in caso di problemi tecnici durante le fasi di produzione.
MPA – Come siete organizzati?
C. A. Di Noi – NTG Digital può contare su un cospicuo magazzino parti di ricambio per tutte le apparecchiature da noi vendute e una completa e sofisticata attrezzatura di diagnostica remota. I nostri clienti possono contare su una struttura tecnica molto professionale su tutto il territorio nazionale, composta da 6 tecnici diretti e qualificati sia hardware che software, con sedi a Milano e a Roma e un proprio Call Center che garantisce assistenza tecnica e supporto remoto con tele-diagnostica durante tutto l’orario lavorativo.
Inoltre ha un centro di sviluppo con propri programmatori che hanno sviluppato software molto potenti e a costi contenuti che permettono ai nostri clienti di essere molto competitivi. Infatti abbiamo installato sia in Italia che all’estero centinaia di pacchetti software WorkFlow Energy con PACKAGING, il nuovo e sofisticato RIP Adobe con tecnologia APPE e X-PLATE per la gestione ottimizzata dei file in ambiente Flexo.


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