Carlucci Etichette, specialista per le etichette nel settore farmaceutico, oggi si distingue per le proposte innovative in materia di anticontraffazione e tracciabilità.

Il valore del marchio, la valorizzazione delle risorse umane, il rigore nelle procedure di produzione e di qualità, sono le caratteristiche distintive dell’azienda di Pomezia.
Fernando Staino Giocondi, CEO dell’azienda, ci racconta un’eccellenza del settore etichette, che ha scelto OMET come partner installando di recente due XFlex X6 con gruppo serigrafico.

Fondata da Mario Carlucci nel 1969 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, ha una storia profondamente radicata al territorio. In pochi anni l’azienda crebbe in maniera esponenziale impostando il lavoro su standard qualitativi e procedure di alto livello.
Fino al 2000 la Carlucci ha lavorato quasi esclusivamente nel settore farmaceutico.
«All’inizio di questo millennio è entrata nella società la mia famiglia – spiega Fernando Staino Giocondi – con la sua lunga esperienza nella progettazione e realizzazione del Bollino Ottico Farmaceutico e con l’impiego dei codici a lettura automatica su supporti autoadesivi dei farmaci

È in questo quadro che si sviluppa la fabbrica: nel product development e nella manifattura del Bollino per conto dell’IPZS. Procedure, processi e reparti quali il QA ed il QC sono solo alcuni aspetti che rendono oggi la Carlucci una delle realtà più riconosciute del settore e che le consentono di operare in termini di assoluta eccellenza.

Modulazione dei processi

La più recente delle innovazioni in Carlucci è la modulazione dei processi in base al mercato di destinazione. Oggi la fabbrica, volendo anche diversificare l’offerta relativamente alle tecniche di stampa, si trova nella posizione di poter adattare i processi gestionali e produttivi sulla base delle esigenze del proprio cliente. Ogni rapporto di fornitura si differenzia per una determinata prerogativa e la Carlucci risponde incarnando il concetto di flessibilità.
In seguito alla dismissione dell’ex reparto IPZS, ha dato il via a un processo di riconversione industriale di 5 linee che ha permesso alla Carlucci di spingersi in altri mercati con nuove tecnologie all’avanguardia.

OMET X6

A destra Fernando Staino Giocondi CEO di Carlucci Etichette con Michele Ingarao direttore di stabilimento fra due OMET X6

L’acquisto della OMET X6 430 rientra in quest’ottica.
«Ci siamo affacciati sui mercati home & personal care,food&beverage e anticontraffazione, attuando una politica di business development che spaziava su due fronti: la customer retention e l’allargamento del portafoglio prodotti con conseguente ampliamento dell’offerta. La customer retention è una politica che ci ha permesso di consolidare i rapporti con i clienti, grazie a nuovi progetti o continuazioni di rapporto

Tra i prodotti hanno avuto più successo si possono citare le applicazioni speciali, come l’RFID, le etichette termocromiche o di tracciabilità e anticontraffazione, tutti prodotti con processi manifatturieri estremamente specializzati e gestiti anche per quanto riguarda gli aspetti di controllo e bonifica.
Fra i punti qualificanti della Carlucci emergono le etichette track&trace, collegate tramite codici, univoci e irripetibili, a un software gestionale capace di identificare e tracciare i prodotti su cui vengono applicate le etichette.
«Ad esempio – specifica il CEO – le bottiglie di vino con le nostre etichette, munite di un QR Code che le numera e le identifica, si può tracciare l’intera filiera, geolocalizzarle e proteggerle da attività illecite quali la contraffazione, la duplicazione o lo smercio non autorizzato. In questo modo i clienti possono offrire al consumatore un’esperienza di realtà aumentata e possono controllare i propri prodotti scoprendo, per esempio, truffe lungo la filiera

La collaborazione di Carlucci con OMET dura da anni. Quali sono le ragioni della scelta di investire nella tecnologia OMET?

«Abbiamo acquistato due macchine perché i nostri lotti sono aumentati e OMET offre una stabilità superiore sul mercato. Copre per noi la produzione di etichette convenzionali per il mercato farmaceutico, e soprattutto con la XFLEX X6 430 siamo entrati in modo forte su un brand internazionale nel mercato dell’home&personal care, sfruttando tutta la fascia, con velocità sostenute e una stabilità straordinaria. Ecco perché abbiamo deciso di raddoppiare la produttività sulle linee OMET

«Inoltre – specifica Staino Giocondi – quando pensiamo a OMET pensiamo a professionalità, vicinanza, e anche a un linguaggio comune. Noi siamo un’azienda profondamente familiare e abbiamo visto in OMET il contatto umano; abbiamo visto che si premia la necessità produttiva, che è per noi prioritaria

Per il futuro Carlucci prevede di investire in etichette intelligenti, a dati variabili.
«Vogliamo sviluppare il mercato delle etichette autoadesive senza disperdere il nostro know how, che è la nostra identità e quindi vogliamo mantenerla. Puntiamo sull’identità dei prodotti, perché l’etichetta è il veicolo principe per il valore di ogni marchio

Lo staff tecnico OMET con i tecnici di Carlucci Etichette durante il collaudo

Un cenno, infine, alla sostenibilità, che se pur comporta costi più alti, rappresenta un vantaggio competitivo molto forte per chi riesce a trovare il meccanismo giusto.
«Noi riusciamo a gestirlo bene nel processo, sugli avviamenti, sulla separazione della glassina per il riciclo dei liner. Stampiamo anche carta con fibra riciclata e vediamo che quando si tocca questo tema, la sensibilità del cliente si alza. Con questo nostro costante impegno intendiamo contribuire fattivamente alla valorizzazione del prodotto con l’apporto di continue innovazioni finalizzate alla sostenibilità