Tutti riceviamo volantini nella casella postale e, a parte le bollette, ormai è la sola posta cartacea che riceviamo. Ma sono utili?
Molte cassette esplicitano il rifiuto con un “no pubblicità, grazie”. Le cassette condominiali traboccano di volantini e di tanto in tanto si svuotani portando, si spera, la carta al riciclo.
Ma il volantinaggio è proprio inutile e fastidioso?
In un recente dibattito che si è sviluppato su LinkedIN sono emerse alcune considerazioni che riteniamo utile tenere presenti, proprio perché coinvolgono direttamente il mondo della stampa.
Guardiamo dunque il volantiaggio dal punto di vista dello stampatore, perché stampare volantini, significa come dicono molti tipografi “si fan girare le macchine”. Perché il committente tira sul prezzo e lo vediamo nella qualità della carta della grafica.
Dove finiscono
Provocatoriamente possiamo fare questa pseudo statistica: per l’89% i volantini vanno al riciclo carta. Il 10% in terra per strada, solo 1% si salva. Ovviamente questa è solo una provocazione e infatti ha dato i suoi risultati.
Alla provocazione risponde, dati alla mano, Alberto Casadio Direttore Commerciale dell’Azienda Distribuzione Srl, per fornirci dei dati certi che Nielsen ha promulgato nell’ottobre 2019 presso il Politecnico di Milano dopo un’attenta, minuziosa e affidabilissima indagine sul feedback del cartaceo distribuito door to door.
Il 17,2% dei volantini distribuiti vengono letti dai futuri consumatori della GDO; quindi sappiamo già che quando distribuiamo 100 volantini 83 di questi vengono cestinati a priori.
Teniamo presente, però, che gli SMS Marketing (B2C) raggiungono una redemption dell’1,7% per non parlare delle email marketing che non toccano mai l’1%.
«Oggi come oggi – conclude Casadio – il “volantino” è il sistema di direct marketing (above the line) che, a livello di % di redemption, sbaraglia in maniera devastante tutti gli altri sistemi di sponsorizzazione di un’Offerta. Questi sono gli unici dati affidabili, certi, affidabili, il resto sono chiacchiere.»
Decisamente l’aspetto visivo gioca un ruolo fondamentale, ed è qui che a nostro parere si dovrebbe puntare, sia il committente, sia chi stampa, anche se il costo può essere maggiore.
Quattro segreti
Mario Caliri presidente della citata società Distribuzione srl indica quattro segreti per fare il volantinaggio in modo efficace, con una corretta strategia di marketing. Le statistiche, afferma, mostrano effetti sorprendenti sul ritorno d’investimento, sempre che la strategia sia quella vincente.
Caliri indica quindi le 4 cose essenziali che chi progetta, e stampa volantini, dovrebbe sapere:
- Scegliere un fornitore affidabile (si parla di distribuzione, ma vale anche per lo stampatore), facendo attenzione all’esperienza, alle garanzie e alla trasparenza sulle consegne.
- Stampare il giusto numero. Non sprecare carta, calcolare il target e la zona di distribuzione.
- Monitorare la distribuzione: una geolocalizzazione e fotografie sono fondamentali per il controllo.
- Massimizzare il ROI rendendo il volantino accattivante e memorabile.
Aggiunge quindi alcune dritte concrete per far breccia nel cuore dei potenziali clienti:
- Sfruttare colori vivaci e un design accattivante (e questo può essere compito del tipografo).
- Includere un’offerta esclusiva o uno sconto.
- Usare testimonianze reali per creare empatia e fiducia.
- Non dimenticare di aggiungere i contatti e l’indirizzo del sito web con un QRcode per creare un ponte tra offline e online.
Riteniamo quest’ultimo punto fondamentale e innovativo. Raramente vediamo un volantino che metta bene in evidenza mediante il Qrcode la possibilità di saperne di piú, di entrare nel vivo. Oggi, anche la casalinga di Voghera utilizza lo smartphone, per cui non si deve temere di essere troppo sofisticati.
In effetti, come ci fa notare Caliri, dopo l’abbuffata di comunicazioni online nel periodo della pamndemia, una delle principali ragioni per cui il volantinaggio sta guadagnando una rinnovata popolarità è la sua natura tangibile. Mentre l’informazione online può essere effimera e facilmente dimenticata, i volantini fisici possono essere toccati, letti e conservati. I volantini offrono un’esperienza tattile che si traduce in un coinvolgimento più profondo con il messaggio pubblicitario. Pere questo, a maggior ragione, devono essere accattivanti.
La distribuzione
Mario Caliri informa poi che sulla distribuzione ci si sta muovendo a tutela degli interessi dei committenti.
«Tutta la logistica ultimo miglio ha subito il fenomeno del ribasso tariffario come per altro in generale tutto il settore dei servizi. Abbiamo appena costituto un associazione datoriale denominata ASSODS di cui sono vicepresidente nazionale il cui scopo è tutelare chi fa impresa nel settore ultimo miglio.»
Chi è interessato può chiedere quindi informazioni dettagliate.
In effetti, il volantinaggio permette alle aziende di raggiungere un pubblico locale in modo mirato. Le persone che ricevono un volantino sono spesso residenti o frequentatori abituali di un’area specifica, il che significa che il messaggio raggiunge il suo pubblico in modo diretto. Questa forma di targeting geografico può essere particolarmente utile per le imprese con target trasversale che vogliono promuovere i loro prodotti o servizi a livello locale.
Dai dati che ci hanno fornito i due interlocutori, si deduce che, come mezzo pubblicitario, il volantinaggio destinato al consumatore (B2C) è quello con più redemption in valore assoluto se confrontato con gli altri mezzi ed è determinate nel drive to store.
Quindi, lunghissima vita al volantino !
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