Il presidente di FTA Europe, Sante Conselvan insieme a due rappresentanti dell’industria grafica e del packaging europeo hanno incontrato le corrispondenti associazioni tailandesi.

Nel mese di aprile 2024 il presidente di FTA Europe, Sante Conselvan, e due rappresentanti dell’industria grafica e del packaging europeo – Jacek Kusmierczyk e Paulo Souto – hanno incontrato le corrispondenti associazioni thailandesi e dei paesi circostanti, per avviare una collaborazione tecnica e di mercato.

Potremmo sorprenderci e chiederci perché la Federazione Europea della flessografia incontra e si confronta con istituzioni analoghe così distanti dal nostro ‘status”. Ma il viaggio di Sante Conselvan ha una sua ragion d’essere, allo stesso modo degli anni in cui, in qualità di presidente di ATIF, si faceva ambasciatore della qualità della stampa flexo in Europa proseguendo poi – come presidente di FTA Europe – a sviluppare relazioni di partnership con le altre associazioni extra europee

Conoscere e comprendere non solo i mercati da noi apparentemente lontani, ma anche il punto di vista di culture diverse è sempre utile se non indispensabile in un mondo tecnologico globale.

Tra gli anni ottanta e novanta del XX secolo la Thailandia ha dato il via a un significativo processo di industrializzazione che l’ha portata a essere una delle potenze a medio reddito tra i Paesi del Sud-est asiatico, con una economia basata sul manifatturiero e l’export, e non solo sul turismo (che incide per circa il 6% del PIL). La Thailandia è anche il principale Paese produttore di automobili nell’Asia sud-occidentale e l’elettronica è un altro settore in via di sviluppo.
Si tenga conto che oltre ai suoi 71 milioni di abitanti (dato del 2019), con un tasso di disoccupazione inferiore all’1%, fa parte della ASEAN con i Paesi circostanti: Myanmar (Birmania), Viet Nam, Malesia, Singapore, Laos cui possiamo aggiungere l’enorme Indonesia e, in qualche misura la Cambogia, che deve ancora trovare una forma di democrazia.
Paesi dunque in forte e continua crescita da non trascurare, sia come potenziali importatori dei prodotti italiani ed europei, sia come fonti di materie prime e prodotti per i nostri mercati.

Il packaging in Thailandia

A Bangkok Sante Conselvan è stato invitato ad un convegno organizzato dalla BJC, dove l’Associazione degli stampatori Thailandesi (PIC) si è confrontata con la Federazione Europea della Flexografia (FTA Europe) sulla situazione attuale del Packaging e le previsioni del futuro in un’ottica di sostenibilità in linea con i nuovi regolamenti per un’economia circolare. Un evento che ha visto la partecipazione di oltre 200 operatori del settore, in maggioranza giovani.

Il mercato thailandese del packaging flessibile, come ha sottolineato Mr. Paradon Chulajata, PIC Chairman, vale 4.500 milioni di euro con una crescita media del tre e mezzo percento annuo e con il coinvolgimento di circa 200 aziende di stampa di grandi, medie e piccole dimensioni. E ha aggiunto che anche qui, come in Europa, si presta molta attenzione alla sostenibilità e al PPWR Europeo: un punto di vista decisamente allineato al ‘pensiero occidentale’.

Cultura del bello

Sante Conselvan nella nostra intervista evidenzia inoltre un’importante peculiarità collegata al packaging: la cultura e l’arte tradizionale thailandese, come della maggior parte dei paesi del sud-est asiatico, si basa molto sui colori: colori vivi, colori forti che si riflettono sulle scelte grafiche del packaging stesso e che richiedono una stampa particolarmente attenta al cromatismo.

È per questa ragione che, a titolo di esempio, questi Paesi sono pronti, più dei flessografi italiani e europei, ad adottare la stampa in eptacromia, come suggerito proprio da FTA Europe in un recente webinar (si veda in proposito la nostra intervista a Sergio Molino).

Dobbiamo ammettere che questa ‘novità’ ci ha sorpreso, ma a ben vedere si tratta di una logica evoluzione del packaging del futuro. Noi, intendendo per ‘noi’ gli imprenditori dei Paesi cosiddetti ‘avanzati’, siamo conservatori, propensi a non cambiare le abitudini acquisite, come per inerzia. “Abbiamo sempre fatto così” è la frase che ho sentito ripetere anche da aziende che poi sono entrate in crisi.

Ma, tornando all’esperienza del presidente di FTA Europe nel sud-est asiatico, dobbiamo trarne alcuni importanti suggerimenti.
Primo: non chiuderci in noi stessi, aprire gli occhi e la mente con curiosità.
Secondo: perseguire l’idea che abbiamo da imparare e non soltanto da insegnare. Un atteggiamento che può condurre sicuramente a vantaggi che si concretizzeranno nel tempo.

Packaging e stampa – FTA Europe dialoga con la Thailandia