La congiuntura di fine luglio indica fiducia in frenata per le imprese, segnali misti per consumi e settori produttivi
L’estate economica si presenta a doppia velocità: da un lato una manifattura che dà segnali di ripresa, dall’altro un settore dei servizi in sofferenza e un comparto costruzioni che mostra nuove fragilità. È quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale presentato da Vittorio E. Malvezzi alla Camera di Commercio di Milano, in un incontro che ha fotografato lo stato dell’economia italiana e internazionale a fine luglio.
Imprese: torna a scendere la fiducia
Dopo due mesi consecutivi di crescita, l’indice di fiducia delle imprese italiane registra a luglio un lieve arretramento, scendendo a 93,6 da 93,9 (-0,3). La causa principale è da ricercarsi nel peggioramento del clima nei servizi di mercato e nelle costruzioni. Se nella manifattura si osserva una moderata ripresa, è nei servizi che si evidenzia un deterioramento trasversale, con un’unica eccezione: i servizi turistici, che beneficiano della piena stagione estiva e trainano l’indice del settore.
Nel comparto delle costruzioni, mentre migliorano le attività specializzate (impiantistica, finiture), flette l’ingegneria civile e soprattutto la costruzione di nuovi edifici, un dato che riflette le difficoltà legate al costo del credito e alle incertezze normative su bonus edilizi e piani urbanistici.
Consumatori: riparte la fiducia, ma con riserve
In controtendenza rispetto alle imprese, la fiducia dei consumatori torna a crescere dopo il calo di giugno, superando la media del primo semestre 2025. Migliorano tutte le componenti dell’indice, tranne le attese sulla situazione economica generale del Paese. Questo sembra segnalare un clima più sereno nelle famiglie rispetto al bilancio domestico e al lavoro, ma permane un certo pessimismo sulle prospettive macroeconomiche.
Stampa e media: ancora in rosso
Un focus sul settore media evidenzia criticità persistenti: secondo l’Osservatorio Stampa FCP, nei primi cinque mesi del 2025 la pubblicità sui giornali ha segnato un -4,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. I quotidiani limitano i danni (-4%), mentre i periodici accusano un calo più marcato (-7,1%). La stagnazione degli investimenti pubblicitari continua a pesare su tutto il comparto della comunicazione stampata, con inevitabili riflessi su carta e cartone stampato.
Quadro macro: segnali contrastanti
A livello internazionale, i dati raccolti da Malvezzi mostrano un quadro misto. Negli Stati Uniti l’inflazione al consumo (CPI) [pre-dazi -ndr] è salita dello 0,3% a giugno, mentre l’indice PPI è rimasto sotto le attese, segnalando una moderazione nei costi alla produzione. In Europa, l’indice PMI composito flash di luglio (54,6) mostra un’accelerazione della crescita trainata dai servizi, a fronte di una produzione manifatturiera ancora debole. Anche l’indice IFO tedesco è salito a 88,6 da 87,6, suggerendo un miglioramento della fiducia economica in Germania.
In Italia, la produzione industriale presenta segnali altalenanti, mentre l’export di maggio è calato del 2,3%, [sempre pre-dazi -ndr] penalizzato soprattutto dai mercati extra-UE.
Stampa e media: ancora in rosso
Un focus sul settore media evidenzia criticità persistenti: secondo l’Osservatorio Stampa FCP, nei primi cinque mesi del 2025 la pubblicità sui giornali ha segnato un -4,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. I quotidiani limitano i danni (-4%), mentre i periodici accusano un calo più marcato (-7,1%). La stagnazione degli investimenti pubblicitari continua a pesare su tutto il comparto della comunicazione stampata, con inevitabili riflessi su carta e cartone stampato.
Stampa e packaging: attenzione alla domanda
I dati raccolti da Malvezzi, seppur non specificamente focalizzati sul comparto stampa e converting, offrono alcune indicazioni utili. Il leggero miglioramento della fiducia manifatturiera potrebbe tradursi in una ripresa della domanda per soluzioni di stampa industriale e packaging, ma il rallentamento nei servizi e nell’edilizia – entrambi settori forti consumatori di stampati commerciali e promozionali – potrebbe pesare nei prossimi mesi. Rimane alta l’incertezza, alimentata da variabili esterne come l’andamento del credito, le politiche monetarie e il clima geopolitico.
In sintesi
Equilibrio instabile. Come ha sottolineato lo stesso Malvezzi, il quadro economico a luglio 2025 è “in bilico”: da un lato segnali di resilienza nella manifattura e nella fiducia dei consumatori, dall’altro vulnerabilità nei servizi e nelle costruzioni. Per le imprese del printing, è fondamentale leggere con attenzione questi segnali e prepararsi a un autunno che potrebbe rivelarsi decisivo per gli equilibri del 2025.



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