Un team di otto aziende ha presentato nello stabilimento fiorentino di Nuova Gidue il REVO Project, una tecnologia che ottimizza e snellisce il processo di stampa flexo per etichette e packaging.
Lo hanno chiamato Digital Flexo Revolution da cui logo REVO. Ma vedendolo in azione alle demo cui hanno assistito oltre 440 stampatori e convertitori che da tutto il mondo hanno affrontato la calura di ‘Ciclope’, non possiamo fare a meno di associarlo al significato di ‘sogno, desiderio‘ dal francese rêve da cui appunto revo in Esperanto.
Poter lavorare con 7 colori di processo, realizzare 112 colori pantone (in pratica l’intera gamma esclusi i metallizzati), poter cambiare lavoro (comprese le sleeve e il formato) ‘al volo’ mentre si sta stampando il lavoro precedente, è proprio il ‘sogno’ di ogni stampatore. È vero che anche altri costruttori hanno rotative flexo che possiedono una caratteristica analoga del cambio lavoro ‘al volo’, sia pur non così automatizzata e non in maniera così estrema come cambio formato e supporto e senza l’intervento dell’operatore, l’insieme di tutte le peculiarità innovative viste all’opera ci è sembrato al momento un fatto unico.
Digitalizzazione estrema
Questo è stato possibile, come ha spiegato Federico D’Annunzio (si può seguire una spiegazione del concetto in questo filmato) grazie alla collaborazione delle aziende che hanno condiviso l’idea di digitalizzare tutto il processo flessografico UV dalla prestampa al set-up e alla stampa su banda stretta.
La flexo UV, per la sua elevata qualità e consistenza è stata scelta come tecnologia di stampa del REVO. Si è puntato sulla separazione dei colori (CMYK + Arancio, Verde, Violetto o Reflex Blu) in grado di riprodurre dal 90 al 95% della gamma pantone.
Anche i rulli anilox per il trasferimento dell’inchiostro sono stati disegnati appositamente con un sistema chiamato “a slalom aperto” che offre il vantaggio di non dover cambiare i rulli quando si cambia tipo di lavoro.
I cilindri stampa e di fustellatura, invece, vengono sostituiti automaticamente senza l’intervento dell’operatore, cui è affidato il compito di sostituire solo i cilindri porta sleeve in tutta sicurezza anche mentre la macchina ‘gira’, come si è visto nelle dimostrazioni.
Si può così cambiare lavoro sostituendo anche il supporto, e passare ad esempio da etichette su carta autoadesiva a packaging flessibile.
Tutti gli intervenuti sono rimasti sorpresi e soddisfatti dalle dimostrazioni effettuate su due macchine: una a larghezza di banda 370 mm per etichette e una 630 mm per il packaging. Devono ora solo attendere che nuove rotative siano pronte per la consegna, dopo la fase beta presso lo stampatore-partner britannico, e dopo le prime due che sono state già consegnate in siti “protetti”. Siamo convinti che al Labelexpo America del prossimo settembre, questo progetto REVO farà scalpore. Ed è un ottimo esempio per l’imprenditoria italiana che in questo settore vanta già una netta supremazia nel mondo.
Un team di otto aziende
Significativo che tra le aziende partecipanti al progetto REVO una di questa – Adare – è un convertitore del Regno Unito che ha accettato di testare la macchina in produzione presso il proprio stabilimento.
Gli altri partner, sotto la guida di Nuova Gidue che ha progettato e costruito la rotativa, sono Esko per la prestampa, Dupont per le lastre Cyrel, Apex per gli anilox, Flint per gli inchiostri, AVT per le ispezioni sul nastro, UPM Raflatac per i supporti.
Riassumendo, la consistenza di REVO è legata alla digitalizzazione globale di tutta la catena dalla prestampa alla stampa e dall’utilizzo di 7 colori di processo che non richiedono regolazioni in macchina. Inchiostri UV e rulli anilox ottimizzati per lavorare con retini di 80 linee per cm e rendere lineare la produzione anche con frequenti cambi lavoro.



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