IST Metz ha sviluppato il processo UVPE per la disinfezione e sterilizzazione dell’aria tramite lampade UV nell’industria alimentare e del packaging. E non solo. Secondo gli studi condotti nei laboratori IST in Germania, infatti, si è scoperto che le radiazioni UV, in determinate lunghezze d’onda, sono in grado di bloccare la timina uno dei componenti del DNA.   In questo modo si previene la suddivisione delle cellule e la proliferazione del micro-organismo.

In tempi di pandemia le aziende che ne hanno avuto l’opportunità e le competenze, hanno dato il loro contributo. Si sono moltiplicati i fornitori di mascherine, presidi, divisori. A volte persino senza le dovute competenze. Ma questo è un altro discorso.
IST Metz, che come sappiamo da 40 anni è specialista indiscussa nella tecnologia UV per usi industriali, ha proposto un proprio sistema per bloccare l’aumento e la diffusione di microorganismi usando il processo UVPE (Eliminazione di agenti Patogeni con raggi UV).
Detto in estrema sintesi, le radiazioni UV (in determinate lunghezze d’onda) sono in grado di bloccare la timina, uno dei componenti del DNA. In questo modo si previene la suddivisione delle cellule e la proliferazione del micro-organismo. Forse questo non può distruggere il Covid in quanto un virusnon è una cellula e non ha DNA. Però, bloccando le cellule ospiti (poiché il virus esiste solo in quanto parassita di cellule viventi) oltre a sanificare gli ambienti, può contribuire anche a combattere il Covid.

Confezionamento e imballaggio

Questo è quanto sta alla base del processo, che interessa l’intera filiera alimentare, ma non solo in quanto applicata ai luoghi pubblici e di lavoro.
Per approfondire un tema così attuale e importante nell’emergenza sanitaria, abbiamo chiesto a Enzo Colapinto, Amministratore Delegato di IST Italia, di fornirci una spiegazione dettagliata ma facilmente comprensibile del processo UVPE, e perché è utile anche nell’industria della stampa e del packaging.

La riassumiamo qui brevemente, rimandando all’intervista video completa (durata 13 minuti) che potete seguire cliccando qui. 

Enzo Colapinto IST

Enzo Colapinto, AD IST Italia

Disinfezione e sterilizzazione

«Ho accolto con molto interesse la vostra proposta – ci dice Enzo Colapinto – perché questo è un tema di grande attualità. Un tema che riguarda un po’ tutti. IST Metz, come azienda, ha sempre lavorato in campo medicale, ma questo aspetto è nato proprio alla luce di quello che è emerso come problematica legata al covid-19. Ci siamo così dedicati a una attrezzatura nuova, anche se il cuore del sistema resta l’UV, con il nostro know-how consolidato. Essenzialmente si tratta di un sistema di disinfezione e sterilizzazione tramite lampade UV
Secondo gli studi condotti nei laboratori IST in Germania, infatti, si è scoperto che le radiazioni UV, in determinate lunghezze d’onda, sono in grado di bloccare la timina uno dei componenti del DNA.  In questo modo si previene la suddivisione delle cellule e la proliferazione del micro-organismo.
Ovunque, dove si trattano prodotti per la filiera dell’alimentazione, sono presenti virus e batteri, e quindi il terreno è assai fertile per una riproduzione e diffusione incontrollata.
Mediamente un prodotto alimentare decade in 24 giorni, che è la vita media in scaffale. Un prodotto alimentare sviluppa dopo sei giorni 10 CFU * con una progressione che determina la vita media in scaffale, in genere di 24 giorni. Ma se l’aria in origine non è perfettamente sterilizzata, si ha una ‘falsa partenza’ e la durata del prodotto integro si riduce notevolmente. Operando con UVPE nella preparazione e anche nel processo di imballo con aria pulita e sterilizzata, si evita la falsa partenza.

Converting e packaging

Oltre ai diversi settori tecnologici di cui IST si occupa e che vanno dal medicale alla zootecnica, questo processo di sterilizzazione diventa oggi essenziale anche negli uffici pubblici, sale  conferenze, spettacoli e l’ambiente di lavoro in generale.
Quindi, chiediamo, anche le aziende di stampa, converting e packaging, possono trovare giovamento da questa tecnica ?
«Assolutamente sì – afferma Colapinto –. Ad esempio nel settore del beverage, che include anche il confezionamento, ma anche nella produzione stessa delle lattine, come nel campo delle conserve.»
Una sterilizzazione che avviene, se non proprio nella fase di stampa, in quella immediatamente successiva. Dalla formazione del contenitore metallico, prima di passare al confezionamento del prodotto, si può – anzi si deve – sterilizzare l’interno e il fondo. Lo stesso per i contenitori con etichette in mould o blow mould (IML, BML).

Il settore ha tenuto

Nel corso dell’intervista, Enzo Colapinto ci racconta anche come ha vissuto il periodo del lockdown a contatto (virtuale) con le aziende grafiche, non solo quelle legate all’alimentare e al farmaceutico.
«Nella maggior parte dei casi, e anche il settore del lusso e quindi della cosmetica, stampa e packaging non hanno subito rallentamenti – ci dice –. Ho constatato che lavoravano a pieno ritmo, tale era la richiesta. Hanno adottato piani di sicurezza e spesso in tre turni per far lavorare le macchine alternativamente per evitare la vicinanza tra gli operatori
Quindi il settore stampa e packaging legati alla filiera alimentare e non solo hanno lavorato molto e bene, senza subire interruzioni. E in tutti questi settori, la presenza delle lampade UV per il processo di sterilizzazione dell’aria, con le dovute misure e competenze tecniche, ha avuto la sua importanza e aiuta tuttora a lavorare in sicurezza.

*CFU colony-forming unit  in microbiologia è la stima del numero di batteri presenti in un prodotto