Quadrifluox è un progetto di ricerca indipendente per stampare in quadricromia con primari fluorescenti, messo a punto tra il 2017 e 2018, dopo un lungo scambio di idee tra grafici e tecnici e dopo vari test con macchine da stampa mono e pluricolore offset. L’idea di fondo che ha animato e sostenuto Quadrifluox è stata quella di trovare una soluzione per assecondare le richieste dei giovani graphic designer sempre più attratti dai colori digitali e dall’estetica dei colori cosiddetti fluo.

È così nato Quadrifluox un metodo per stampare in quadricromia con primari fluorescenti, alternativi a quelli regolamentati dalla norma 2846-1.
Sono stati prodotti due libri, con inchiostri messi a punto da Colorgraf e con carta Fedrigoni, che raccontano visivamente questa esperienza, insieme ad altre esperienze realizzate con alcuni stampatori (in particolare Antezza tipografi a Matera e Golinelli a Modena).

Le origini del progetto

«Il mio sguardo sugli inchiostri fluo è iniziato a maturare 4 anni fa, durante il corso che tengo al Politecnico di Torino di processi e metodi della produzione – ci spiega Piergiuseppe Molinar –. Come ogni anno propongo un esercizio per capire come affrontare la separazione dei colori, la stampa in bicromia, la preparazione dei pdf e così via

Nel 2016, il tema del laboratorio annuale era il Local Food. Il docente decise di realizzare con gli studenti un libricino dal titolo “Ricette Piemontesi in salsa fluo” stampato a 2 colori Pantone (803 e 806) dalla tipografia Garabello a Settimo Torinese.

«Oltre all’esercizio grafico, l’idea del progetto – prosegue Molinar – era quello di esplorare le diverse combinazioni che si possono ottenere dalla sovrastampa di due colori. In questo caso il verde e il rosa fluo producono interessanti tinte quasi color oro.»

Da questa prima esperienza è nata la voglia di proseguire il cammino di ricerca e, dopo alcuni scambi con grafici e tecnici di stampa si è fatta strada l’idea di provare di percorrere la via di una quadricromia di soli colori fluo/neon.

«Un sentiero impervio e contromano – afferma scherzando, ma non troppo, Molinar –. Sono partito con alcuni test realizzati su una GTO alla scuola grafica salesiana di Torino Valdocco, e ho prodotto una serie di tavole cromatiche con il pantone 801 + 803 + 806. Un semplice sguardo è bastato per capire che il mondo cromatico che emerge dalla sovrapposizione di questi tre pseudo primari è sufficiente per scatenare le fantasie dei grafici, che si sentono limitati dalla quadricromia classica. Improvvisamente si manifestano bellissimi arancio, rosa, gialli e ottimi viola, non riproducibili con gli inchiostri da quadricromia regolamentati dalla ISO 2836-1. Verdi e blu nella media.»

Inizia così una serie di incontri con Tommaso Delmastro, vice direttore dello IED di Torino.
Ma ci si rende anche conto che ci sono seri problemi legati alla progettazione grafica e di prestampa: l’uso di tinte dichiarate complica enormemente il lavoro e crea molta confusione sul metodo da utilizzare e sulla miscela dei primari. In Illustrator, per esempio, non è presente uno strumento per facilitare il lavoro con le tinte dichiarate. Prende vita quindi l’idea di riprogettare tutto utilizzando un vero profilo ICC di quadricromia. Bisognava coinvolgere un produttore di inchiostri.
Si contatta così Colorgraf.
«Questo incontro ha rappresentato una vera svolta – afferma Piergiuseppe Molinar –. Incuriositi dal progetto la direzione con lo staff di tecnici decidono di supportare attivamente la ricerca e di fornire materiali e know how necessari. Parte una nuova sequenza di test per migliorare la scala cromatica e per mettere a punto un set ancora più luminoso. Viene sostituito il giallo

In uno di questi incontri emerge anche l’uso e l’applicazione della lampada di Wood come ulteriore elemento creativo.

Test di stampa
Quadrifluox

Quadrifluox in luce diurna

Quadrifluox

Lavori con Quadrifluox presentati all’esposizione Cotonfioc a Genova

A gennaio 2018 si realizzare un primo test di stampa presso la Tipografia Parini di Torino, che opera su una offset Komori. Alla cordata si aggiunge anche la Cartiera Fedrigoni, che fornisce un set di carte per verificare la stampabilità e la Byblos per la realizzazione delle lastre. Si verificano anche gli effetti con la lampada di wood.
«Il test ha successo e i primi fogli che escono dalla macchina sono una vera emozione. È la prima volta che vedo uscire dei fogli in quadricromia fluo. Al test sono presenti anche Piero Pozzo di Colorgraf e una classe dello Ied. Di qui la strada è tutta discesa. Si può produrre un libro industrialmente

Dopo alcuni mesi di messa a punto viene presentata allo stand IED della fiera dell’illustrazione di Bologna la prima edizione di Quadrifluox, che raccoglie una serie di pagine didattiche e 27 pagine realizzate da illustratori e grafici italiani. Il test verrà anche utilizzato per realizzare il primo profilo Icc da Fabrizio Levati.
Ai Graphic Days dell’ottobre 2018 a Torino, il libro viene esposto in una sala completamente buia con le soli luci di wood e il progetto viene conosciuto da più di 7000 visitatori. Inizia così una produzione industriale. Antezza Tipografi a Matera realizza il calendario 2019 in Quadrifluox. Dopo altre presentazioni, lo stampatore di Modena Golinelli nel 2019 avvia una serie di test e inserirà le applicazioni Quadrifluox nel suo catalogo.
Anche se il 2020 ha rallentato il progetto per la mancanza di presentazioni dal vivo, ilprogetto è maturo per un decollo generalizzato, non solo nell’editoria, ma può essere applicato anche nella stampa decorativa.
Sono allo studio altre applicazioni in particolare con la stampa digitale.Quadrifluox