Sostituendo la plastica con la carta, l’industria di Alba mantiene gli impegni promessi per rendere compostabili e sostenibili i propri imballaggi: nel 2019 il Gruppo Ferrero aveva infatti annunciato il proprio impegno a rendere il 100% dei propri imballaggi riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025.
di Wilma Coero Borga *
Inoltre, Ferrero ha firmato il “New Plastics Economy Global Commitment” promosso dalla Ellen MacArthur Foundation. Relativamente ai prodotti da forno Kinder e Ferrero, a partire da giugno 2022, la gamma di merendine distribuite in Italia vede trasformare il proprio packaging, adottando un sistema di confezionamento innovativo in carta, che può essere conferito nella raccolta della carta, in linea con le disposizioni della raccolta differenziata in Italia. Le nuove confezioni in carta consentiranno di ridurre dell’80% l’uso di plastica rispetto alle confezioni precedenti, per una riduzione anno di circa 360 tonnellate di plastica, pari a oltre 70 milioni di sacchetti della spesa in plastica.
La strategia delle 5R
Questo impegno globale in ambito packaging, prioritario per un’azienda che opera nei mercati del largo consumo confezionato, si inserisce in una strategia aziendale consolidata, denominata delle 5R: riciclo, rimozione, riduzione, riutilizzo e rinnovabilità.
Come parte del percorso verso un packaging più sostenibile, l’azienda ha intrapreso un percorso volto al miglioramento dei packaging esistenti, che ha coinvolto i principali brand del Gruppo, tra cui Kinder, Ferrero Rocher ed Estathé.
Per quanto riguarda Ferrero Rocher, sono state introdotte confezione eco-designed all’interno della gamma. Attraverso un lancio graduale in tutto il mondo, partendo da settembre 2021 con le referenze più vendute, da 16 e da 30 pezzi, fino all’estensione sull’intera gamma entro il 2025, l’azienda ha progettato confezioni in polipropilene, facilmente riciclabili a livello globale, senza rinunciare a garantire qualità e sicurezza dei propri prodotti.La carta e il polipropilene al posto della plastica, secondo la strategia aziendale delle 5R.
Non mi stupisce che il Gruppo Ferrero di Alba abbia firmato un impegno così importante in tema di riutilizzo, riciclo e compostaggio del 100% dei propri imballaggi.
L’azienda si è sempre distinta per la presenza nel suo organico di persone qualificate e geniali, a cominciare dal suo fondatore Michele Ferrero, così come lo definiva il suo dirigente William Salice, scomparso qualche anno fa, che lavorò in Ferrero per 46 anni come suo stretto collaboratore e al suo fianco nell’inventare prodotti come Ferrero Rocher, Pocket Coffee e l’Ovetto Kinder Sorpresa, che nacque due anni prima della sua industrializzazione nel 1974.
Pavese di nascita, Salice, che ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere di persona, non è stato solo un illuminato dirigente d’azienda ma, poiché fortunato nella vita, come lui stesso si riteneva, una volta in pensione fondò COLOR YOUR LIFE, una Fondazione no-profit con sede a Loano (SV), all’interno del convento di Sant’Agostino che fece in parte ristrutturare a sue spese, per accogliere gratuitamente gli studenti meritevoli per un soggiorno-studio di due settimane. L’intento era quello di spronarli a scoprire i propri talenti, valorizzandoli per farli emergere e affrontare più consapevoli il mondo del lavoro. Un anticipatore dei tempi che si è avvalso di tutor di altissimo livello del mondo del lavoro, che hanno trasferito ai giovani ospiti insegnamenti ed esempio, spronandoli ad alzare sempre l’asticella, in un clima di socializzazione e scambio unico.
Al suo fianco, oltre ai giovani volontari e agli insegnanti e dirigenti scolastici dei tanti istituti dislocati in tutta Italia, la preziosa presenza di Renata Crotti, direttore generale della Fondazione CYL, docente di Storia medioevale all’università di Pavia, nonché, tra i vari incarichi di rilievo, assessore provinciale per i rapporti con l’università e la promozione del territorio della provincia di Pavia.
Nella società attuale, dove i giovani studenti sono considerati in modo poco attento come prezioso germe per il futuro, William Salice ha rappresentato l’eccezione. Molti sono i giovani che lo ricorderanno in tutta Italia, migliaia, tra cui anche mia figlia.
Se dal punto di vista dell’impegno aziendale il testimone è stato trasferito e raccolto, quello atto a stimolare i talenti, mirato al futuro dei giovani, è purtroppo caduto nel vuoto con la scomparsa del suo ideatore. Ma migliaia sono le persone toccate dal suo esempio e, può darsi che qualche germoglio sboccerà e si distinguerà nel mondo, proprio come lui.
Mi sento, quindi, di ringraziare persone di questo calibro, come i Ferrero e Salice, che con passione, ingegno, curiosità, lungimiranza hanno dato e continuano a farlo, un prezioso contributo alla società e, nel caso in questione, all’ambiente.

* Wilma Coero Borga, laureata in Scienze e Arti della Stampa al Politecnico di Torino, è nel settore grafico-editoriale dal 1993, esperta di editing e revisione testi. Autrice di libri dal 2002, al suo attivo ha sette pubblicazioni di vario genere, dal narrativo-fotografico al racconto-saggio sull’Alzheimer, al romanzo, ai testi per bambini, ricevendo premi e riconoscimenti.
Ringrazio Wilma Coero Borga per questa preziosa testimonianza, che vale più della notiziola in sé. Di Ferrero parliamo anche nell’articolo “Tecnologie e valore umano la forza di Drorys Packlist” dedicato all’azienda di Collegno, che per la Ferrero di Alba stampa etichette e parti componenti le ‘sorprese’ di cui si accenna qui.
Bell’articolo Wilma! Ultimamente il signor Ferrero è stato sulle principali testate giornalistiche per altri motivi, ma qui abbiamo capito meglio il perché.
Il problema della plastica è ormai da anni sempre più insormontabile e laddove si può convertire in carta, ormai è quasi un obbligo.
Nell’articolo si parla molto della cultura d’impresa, concetto ormai sparito in un mondo sempre più liquido, omologato e competitivo.
Che qualche manager si interroghi al meglio?
Mi fa piacere che da una ‘piccola notizia’ (peraltro trascurata dalle riviste di settore) possano scaturire considerazioni e commenti positivi per la maggiore comprensione del settore dell’imballaggio. Vorrei, tuttavia, sottolineare che il conflitto tra plastica e carta è a volte mal interpretato o, forse, esagerato. In una recente intervista, che pubblicheremo a breve, a un importante manager del settore macchine per la stampa del packaging, questo tema viene affrontato: la plastica ha i suoi pregi (oltre ai suoi difetti che però vengono evidenziati più dei pregi) per quanto riguarda la protezione dei cibi, e quindi per evitare gli sprechi. La carta, per avere le stesse funzioni barriera, al momento deve essere accoppiata e quindi non risolve la ‘questione plastica’, anzi ne rende più difficile lo smaltimento. La soluzione sarà nelle vernici barriera sulle quali si sta lavorando e alle quali le cartiere dovrebbero dedicare maggiore attenzione. Resta il fatto che il grosso problema dell’inquinamento da plastica sta nella diseducazione del consumatore e, in molti Comuni e province, una raccolta differenziata non ben condotta.
Ottima l’iniziativa della Ferrero; peraltro, la sostituzione che è stata fatta, riguarda un sovra imballo, che non deve svolgere quindi alcuna funzione barriera. Per questo motivo, da un lato è incomprensibile la sottolineatura circa il richiamo alle caratteristiche barriera della plastica a cui rinuncerebbe la Ferrero attraverso questo intervento; peraltro ancora, è da sottolineare che, ancorché lodevole nelle intenzioni, la modalità con cui viene eseguita questa sostituzione è assolutamente discutibile, dal momento che non si tratta di un materiale monocomponente carta, bensi di un laminato carta/film plastico. A mio giudizio, il progetto è da rivedere presto, anche alla luce delle indicazioni del nuovo regolamento europeo sui rifiuti da imballaggio
La ringraziamo per le sue precisazioni, peraltro condivisibili. Certamente questa di Ferrero è un’iniziativa di marketing e confidiamo nel fatto che i prossimi passi siano veramente orientati verso il completpo iutilizzo della carta, qualra questo sia possibile.