Al Congresso AIMSC la memoria storica come leva competitiva: perché l’Industria Grafica deve restare Arte?

Parliamoci chiaro: ciò che abbiamo sempre chiamato Arti Grafiche oggi – nei bilanci, nei piani di espansione – si chiama Industria Grafica. Catene automatizzate, IA, standard ISO, packaging food-grade… è produzione industriale a tutti gli effetti. Ma proprio per questo è necessario ribadire un principio che rischiamo di dare per scontato: la stampa non è mettere inchiostro sul supporto. Che si tratti di carta o di film, resta un atto progettuale, culturale e tecnico ad altissima intensità di sapere. Se abbandoniamo questa idea, consegniamo il settore alla pura logica del costo al chilo.

Il XVIII Congresso AIMSC – Associazione Italiana Musei della Stampa e della Carta –  (Bologna, sabato 22 novembre 2025) ha il merito di rimettere questo tema al centro. Il titolo “Formare il futuro con il passato” non è una formula retorica: è la dichiarazione che il patrimonio storico (tecnico, culturale, chimico, industriale) non è nostalgico, bensì leva competitiva per il futuro.

Non a caso TAGA Italia, riferimento nella diffusione di cultura tecnica e scientifica, porterà due contributi di peso:
Adalberto Monti su innovazione e formazione nel comparto industriale della stampa; 
Piero Pozzi
su “L’archivio chimico del Colore”: il pigmento come manufatto storico e, allo stesso tempo, sapere industriale che guida l’innovazione contemporanea.

Qual è il significato reale ‒ per gli operatori, non per i convegni ‒ di questa agenda? È la presa d’atto che il patrimonio storico della stampa e della carta è un asset: serve a capire, educare, progettare, ispirare vantaggio industriale attraverso competenza, non folklore da museo. E infatti musei, istituzioni, tecnici e imprese si incontrano per discutere di come “la memoria industriale diventi laboratorio vivente”.

Il Congresso AIMSC si conferma così un passaggio strategico per chi opera nella filiera grafica, museale e formativa. La sinergia con TAGA Italia rende esplicito il punto: non esiste innovazione sostenibile senza continuità di sapere.

Partecipare significa confrontarsi con chi sta costruendo, con metodo e non a slogan, un futuro della stampa che non tradisca le sue radici.
Per chi considera la conoscenza tecnica e la collaborazione tra attori della filiera elementi di competitività, Bologna sarà il luogo in cui passato e futuro non si guardano, ma si ingranano.

Appuntamento sabato 22 novembre al Museo del Patrimonio Industriale

Innovare mantenendo le radici