L’importanza del font nel packaging: quando la tipografia parla al consumatore, secondo Print Club Torino.

In chiusura al XII Convegno ENIP-GCT, l’intervento di Fabio Guida e Ilaria Reposo, condirettori di GraphicDays.it, ha portato una ventata di design contemporaneo nel mondo della formazione grafica.
Il tema, “L’importanza del font nel packaging: il potere visivo della scatola”, ha mostrato come ogni scelta tipografica, cromatica e materica contribuisca a costruire la percezione di un brand e persino la relazione emotiva con il consumatore.

Un confine tra produttore e consumatore

Il packaging, spiegano Guida e Reposo, è una soglia semiotica: un confine tra produttore e consumatore. Da un lato custodisce e protegge il prodotto, dall’altro ne racconta la storia attraverso il linguaggio visivo.
Per questo il design del packaging non è solo questione estetica, ma un atto comunicativo e culturale.

I relatori, attraverso esempi tratti dalle sperimentazioni del Print Club Torino, hanno mostrato come la progettazione responsabile debba integrare quattro principi:
– Consapevolezza dell’impatto e del contesto in cui il packaging vive;
– Formazione continua per restare aggiornati su materiali, tendenze e culture visive;
– Sperimentazione costante su tipografia e processi di stampa;
– Empatia progettuale, per creare un dialogo autentico con chi usa e vive il prodotto.

Un approccio che unisce creatività e sostenibilità, etica e comunicazione: perché anche un carattere tipografico, se scelto con cura, può diventare ambasciatore di valori.

Come ha ricordato Guida, “il packaging non è solo una scatola: è un messaggio che si tocca”.