Ci sono buone prospettive di lavoro nel Sud nel packaging e nella flessografia in particolare. Per questo bisogna investire in formazione. L’esempio di ATIF Academy.

In una recente intervista al quotidiano Il Mattino, il presidente ATIF Marco Gambardella spiega le buone prospettive di lavoro nella flessografia. Il settore del packaging è in continuo sviluppo e con tecniche d’avanguardia. La stampa flessografica oggi risponde in pieno alle esigenze dell’industria dell’imballaggio. Occorrono però tecnici specialisti e corsi specifici fino a ieri trascurati nel mondo dell’istruzione tecnica.

Per questo Gambardella si è impegnato per raggiungere l’obiettivo di formare figure tecniche specializzate che le aziende stentano a trovare. Un’iniziativa indispensabile vista la carenza formativa pubblica.

In particolare, le regioni del Sud sono particolarmente interessate, grazie a un buon andamento del mercato e alla presenza di aziende d’eccellenza che operano in questi settori.
Tuttavia la scuola è ancora molto indietro e solo recentemente si è cominciato a dare una risposta, grazie agli sforzi di Atif, ENIPG e alcuni istituti grafici. Pur senza dimenticare che proprio a Salerno (Campus di Fisciano) si trova un’eccellenza formativa di livello internazionale, che fa capo al Dipartimento di Ingegneria dell’Università.

ATIF Academy
Gambardella Marco

Marco Gambardella presidente ATIF

Ed è per ovviare alle mancanze della scuola secondaria che è nata la ATIF Academy.

Da quando Marco Gambardella, Bioplast, è presidente Atif è molto attento a far sì che ci siano sempre piú giovani preparati alle nuove sfide della stampa flexo.
«Un approfondimento di alta qualità – evidenzia Carmine Ferrentino direttore generale di Bioplast – è il motore per uno sviluppo efficace del capitale umano, oltre che un fattore principale per attirare e trattenere i talenti migliori

«La Atif Academy – spiega Gambardella che di Academy è il coordinatore – sarà una scuola tecnica per l’ammodernamento dei processi produttivi, in prospettiva 4.0

La prospettiva, secondo i dati rilevati da associazioni che fanno capo a Confindustria, nei prossimi 5 anni possono essere inseriti nel mondo del lavoro 500mila nuovi posti (una cifra forse esagerata quella riferita dal quotidiano campano, ma significativa). L’investimento complessivo previsto è di 1 miliardo e 800 milioni.

Un commento

Da troppi anni la scuola italiana è carente, soprattutto quella pubblica negli indirizzi tecnici. Non è una novità che i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni non hanno capito l’importanza di investire nell’istruzione. Se l’istruzione pubblica è carente purtroppo manca anche la volontà politica di porvi rimedio. Sembra anzi che si faccia a gara per fare sempre peggio. Senza voler gareggiare con Paesi come la Finlandia, Singapore o il Sud Corea dove si assumono come insegnanti statali solo i migliori laureati perché per preparare le generazioni future, questi devono essere i migliori e i meglio pagati.
Tra un politico arricchito o un manager d’azienda pubblica super pagato e un buon insegnante che stenta ad arrivare a fine mese, chi crea più valore per la nazione?  È solo rispondendo onestamente a questa domanda che si potrebbe creare un futuro più equo e sicuro per i giovani. Investire seriamente in istruzione piuttosto che elargire redditi a pioggia.