Incontriamo Gian Paolo Zani, responsabile divisione digitale di Komori Italia, per fare il punto sulle nuove opportunità di stampa con i sistemi digitali e scoprire la offset-digitale.

In una intervista relativa al marketing della stampa e della comunicazione visiva, si accennava al concetto offset+digitale. Nonostante i suoi 25 anni di vita la stampa digitale è ancora, per molti, quasi un mistero o quanto meno denso di leggende metropolitane. Ad esempio si parla ancora di ‘stampanti digitali’. Un residuo di quando gli stampatori offset, irriducibili, paragonavano la stampa digitale a delle fotocopiatrici.

Ma oggi, nella maggioranza dei casi, si deve parlare di macchine o sistemi di stampa digitale. In altri casi, soprattutto nel grande formato, di piattaforme digitali.
Il concetto cambia. In pratica la stampa digitale è una realtà tecnologica entrata a pieno diritto nel mondo della Arti Grafiche.

Offset digitale

impremia IS29

Ma perché oggi si può parlare di offset digitale anche per il getto d’inchiostro?

Il concetto è semplice: parliamo di sistemi a stampa digitale, con struttura meccanica, dal mettifoglio, al movimento carta, all’uscita, tutte caratteristiche proprie della stampa offset.
Affrontiamo questo tema con Gian Paolo Zani, responsabile divisione digitale di Komori Italia, che ce lo spiega facendo riferimento alla Impremia IS29. Una macchina che i primi clienti giapponesi di Komori hanno definito come “una macchina che riesce così bene ad assomigliare nella sostanza alle macchine offset”.

In effetti ne apprezzano innanzi tutto la versatilità, la capacità di stampare su ogni tipo di supporto dalla carta patinata alla carta di lusso, opaca o ruvida, sia perché il getto d’inchiostro “penetra a fondo negli spazi tra le discontinuità del supporto di stampa” sia grazie all’essiccazione LED-UV.

E infatti in alcuni stabilimenti di stampa, la Impremia S29 lavora in accoppiata con la Lithrone GX40RP con il sistema di essiccazione H-UV LED.
Una soluzione possibile e funzionante grazie anche al fatto che entrambe le macchine sono collegate dalla soluzione cloud Komori KP-Connect, che snellisce la produzione, dalla ricezione degli ordini all’uscita finale, che rendono, sempre per dirla con i giapponese “la sala stampa una fabbrica intelligente”.

La tecnologia
Impremia29

La Impremia IS 29 di Komori

Venendo in Italia, Zani ci dà alcune indicazioni tecniche della Impremia S29 – che poi ci riassume in un video-intervista, che vi proponiamo al termine di questo articolo.

Si parte dalla robustezza dovuta alla meccanica offset: mettifoglio, cilindri di stampa, registro, squadra. Il formato foglio 50/70 (un B2 plus) con pinza di 5 mm. L’assenza dei cassetti tipici delle ‘stampanti digitali’. La ridotta manutenzione richiesta: basta mezz’ora alla settimana, portando così la sua operatività all’84%, la più elevata in assoluto tra i sistemi digitali oggi sul mercato.
Non richiede primer, pur potendo stampare su supporti anche telati o accoppiati carta-tela (ne vediamo un esempio fornito da Manifattura del Seveso). Questo, oltre a carte con spessori da 0,06 a 0,6 mm, carta per bugiardini e carta chimica.

Si aggiunga il gamut colori, che copre l’85-90% del campionario Pantone. Un risultato dovuto al software Komori e alla possibilità del controllo diretto di Komori sulla macchina presso il cliente. Anche la stabilità del colore, sia lungo la tiratura sia nelle ristampe, è al momento unica nel settore dei sistemi digitali.

Oltre alla S29 è ormai vicina alla commercializzazione la Impremia NS 40 – 40” 6500 fogli /ora con inchiostri a base acqua con la tecnologia Nanographic Landa – presentata alla drupa 2016 in fase beta. Infine, è già prevista la versione nel formato 70/100, perché, ci dice Gian Paolo Zani «in Komori sanno già quali strategie seguire da qui a 10 anni

IN QUESTA VIDEO-INTERVISTA GIAN PAOLO ZANI RIASSUME LE PECULIARITÀ DI IMPREMIA S29, LE SUE APPLICAZIONI, E CI DÀ MAGGIORI INDICAZIONI SUI PROSSIMI PROGETTI KOMORI