Visitiamo DEC dove Andrea Formigoni ci spiega come nasce un impianto per il recupero e riutilizzo dei solventi e altre soluzioni per il rispetto dell’ambiente. E con un ROI vantaggioso.
Abbiamo voluto incontrare Andrea Formigoni CEO di DEC – Dynamic Environmental Corporation SpA dopo aver visitato lo stabilimento Laminati Cavanna a Calendasco (PC), dove DEC ha installato un impianto di recupero solventi (SRU™), un esempio di eccellenza tecnologica. Il nostro obiettivo è di approfondire il ruolo di queste tecnologie nella filiera del packaging, un settore in cui sostenibilità, efficienza e innovazione devono convivere in equilibrio.
Cerchiamo quindi di scoprire cosa c’è dietro la progettazione di impianti complessi pensati per ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare i costi di gestione, nel rispetto delle normative sempre più stringenti.
Filosofia aziendale
MPA ‒ Due parole, per iniziare, sull’identità, la storia e la filosofia aziendale di DEC.
Andrea Formigoni ‒ DEC (Dynamic Environmental Corporation SpA) non è solo un fornitore di tecnologia, ma un’azienda con una storia profonda e radicata. Le nostre origini risalgono al 1946: quasi ottant’anni di esperienza nel campo del trattamento aria (APC, air pollution control) e, in particolare, del recupero solventi, che ci rendono il punto di riferimento storico nel panorama industriale italiano e internazionale.
MPA ‒ Una società per azioni, ma pur sempre familiare…
A. F. ‒ Sì, e oggi, siamo alla terza generazione della famiglia Formigoni – Giorgetti: una famiglia che coniuga la solidità del know-how storico con una visione proiettata verso le sfide ambientali e tecnologiche del futuro. Questa continuità generazionale è la nostra forza: garantisce affidabilità e una prospettiva a lungo termine nell’innovazione, fondamentale per supportare i nostri clienti nel loro percorso di sostenibilità.
MPA ‒ Si direbbe, fatta per durare…
A. F. ‒ Come i nostri impianti. In questa lunga storia, non ci siamo mai focalizzati sulla soluzione più economica, ma sulla soluzione più robusta, duratura e conforme. Un approccio ci ha resi un punto di riferimento storico e che garantisce ai clienti che un impianto DEC sia un investimento a lunghissimo termine.
MPA ‒ Ci troviamo, ora, nella vostra sede di Lainate alle porte di Milano, dove si progettano e nascono i vostri impianti.
A. F. ‒ È il cuore pulsante di DEC il Global Competence Center, all’interno del Lainate Engineering Business Park (LEBP). E questa location non è casuale perché gode di una posizione strategica, all’incrocio delle autostrade A4 e A8 e le tangenziali di Milano, un polo industriale che ospita diverse sedi di aziende multinazionali e offre servizi di alto livello. Qui è la nostra mente operativa, una palazzina di oltre 5000 m², dove tra uffici, laboratori analitici, archivio storico e magazzino, i nostri ingegneri esperti non solo sviluppano e ottimizzano i processi attuali, ma studiano attivamente le tecnologie del presente e del futuro per affrontare le complesse sfide ambientali globali.
Benefici per le aziende
MPA ‒ Quali sono oggi le principali tipologie di aziende e settori a cui DEC si rivolge? E come cambiano le loro esigenze?
A. F. ‒ Ci rivolgiamo a tutte le aziende che utilizzano solventi nei processi produttivi. Ma il nostro focus si concentra su settori chiave quali il packaging, il coating e il tessile, nei quali l’impatto ambientale e la necessità di efficienza dei costi sono più pressanti.
MPA ‒ Allora vediamoli più in dettaglio…
A. F. ‒ Il packaging flessibile è in prima linea. Le aziende, specialmente nella stampa a rotocalco e flessografica e nel laminating con adesivi a base solvente, non solo devono rispettare normative stringenti sulle emissioni (COV), ma vedono il recupero e riutilizzo del solvente come una leva strategica per l’ottimizzazione dei costi di materia prima.
MPA ‒ Infatti, lo abbiamo intuito leggendo i TALK di Laminati Cavanna, le interviste che Anna Paola ha condotto nel corso dell’ultimo IPAK-IMA il maggio scorso. Gli altri due settori?
A. F. ‒ Similmente al packaging, i processi di spalmatura e coating per la produzione di materiali tecnici, richiedono soluzioni ad alta efficienza per gestire grandi volumi di solventi utilizzati per veicolare il prodotto.
Nel tessile si interviene specialmente nella fase di finishing e nobilitazione, in cui il recupero dei solventi permette di chiudere il ciclo produttivo, riducendo l’impatto e migliorando la competitività.
Tra gli altri settori strategici troviamo le industrie chimica, petrolchimica, elettronica e farmaceutica, dove la sicurezza e la purezza dei solventi recuperati sono prioritarie.
MPA ‒ Dal 1946 a oggi certamente la consapevolezza ambientale oltre alla legislazione sono ben diverse. E questo ha in qualche modo guidato l’evoluzione di DEC e il suo rapporto con i clienti?
A. F. ‒ Le esigenze delle aziende stanno evolvendo rapidamente: non cercano più un semplice “depuratore”, ma un partner tecnologico in grado di offrire un’integrazione completa dei sistemi, che massimizzi il riutilizzo del solvente all’interno del processo, trasformando un costo in un risparmio, dal trattamento delle emissioni al riutilizzo del solvente recuperato. In DEC riteniamo che la sostenibilità, per essere attuabile su larga scala, deve anche essere economicamente vantaggiosa. Grazie ai nostri processi, abbiamo trasformato l’equazione: il trattamento delle emissioni non è più un costo, ma un asset produttivo.
Accessibilità e approccio al progetto
MPA ‒ Veniamo allora all’impianto di Laminati Cavanna. Visto da un occhio non esperto appare complesso e ad alta tecnologia. È così?
A.F. ‒ L’impianto di Laminati Cavanna, per noi non è un “grande impianto”, ma è un esempio di tecnologia avanzata, compatta, e accessibile. Il progetto delle unità di trattamento delle emissioni nasce sempre da una attenta e meticolosa analisi dei flussi e dei solventi utilizzati dal cliente. Nel caso degli impianti di recupero solventi (SRU™) l’integrazione del riutilizzo del solvente recuperato nel processo produttivo non è un accessorio, ma il cuore del nostro know-how. Non solo recuperiamo, ma ritorniamo il solvente recuperato al grado di purezza richiesto per il riutilizzo.
MPA ‒ Avete sviluppato soluzioni più accessibili anche per realtà medio-piccole della filiera del packaging?
A. F. ‒ Abbiamo soluzioni custom-made complesse, la serie CBS™, e offriamo anche sistemi SRU™ più compatti e accessibili, come la serie SMS™ che si adattano perfettamente alle esigenze delle PMI della filiera del packaging e non solo. Sono soluzioni compatte, pre-ingegnerizzate e modulari che riducono drasticamente i tempi di progettazione e installazione, e quindi i costi. L’obiettivo è “democratizzare” l’accesso alla sostenibilità, offrendo alle PMI la stessa efficacia di recupero che garantiamo al cliente multinazionale, con un formato e con un’impronta economica che ne rispetti le esigenze finanziarie e logistiche. Non forniamo solo un impianto, ma un progetto di sostenibilità che sia redditizio.
Sostenibilità finanziaria e ROI
MPA ‒ Oltre ai vantaggi ambientali, quali benefici economici o competitivi possono ottenere le aziende che investono in questi impianti?
A. F. ‒ I nostri sistemi di recupero solventi (SRU™), potenziati da processi avanzati come UltraLoop™, ci permettono di recuperare il solvente con una purezza tale da consentirne il riutilizzo diretto nel processo produttivo. Questo annulla l’acquisto di una pari quantità di materia prima vergine. Per un’azienda che consuma grandi volumi di solventi, il risparmio sull’acquisto della materia prima è massivo. Mentre il tempo di Ritorno di Investimento esatto dipende dal volume e dal tipo di solventi utilizzati, il ROI tipico per un impianto SRU™ è eccezionalmente breve, spesso compreso tra i 24 e i 48 mesi. In alcuni casi specifici e con l’aumento dei prezzi delle materie prime, può essere anche inferiore. Dopo il payback, l’impianto genera essenzialmente profitto operativo sotto forma di risparmio continuo sui costi delle materie prime.
MPA ‒ Una forma di Economia Circolare…
A. F. ‒ In sintesi, l’investimento in DEC è un investimento in efficienza circolare: garantisce la conformità normativa, ma soprattutto cementa un vantaggio competitivo di lungo periodo, isolando l’azienda dalle fluttuazioni del mercato delle materie prime.
MPA ‒ E per concludere… quali sono i punti di forza di DEC? Quali parole chiave sceglierebbe? Automazione, semplicità, sicurezza, formazione… o altro?
A.F. ‒ In sintesi, se dovessi scegliere alcune parole chiave che definiscono DEC, direi: Efficienza, per le tecnologie che garantiscono il massimo recupero e la minima emissione.
Affidabilità, per la solidità di un’azienda con radici nel 1946 e gestita dalla terza generazione.
Integrazione, che è la capacità di trasformare il sistema di recupero solventi in parte integrante e ottimizzata del processo produttivo.
Innovazione, perché le nostre sono soluzioni avanzate di nuova generazione che vanno oltre la semplice conformità normativa. L’evoluzione tecnologica di DEC ci permette di offrire benefici ambientali ed economici concreti e sinergici, trasformando i costi di trattamento in opportunità. Ciò si traduce non solo in un alto grado di recupero, ma soprattutto in una costante e attenta riduzione dei costi operativi (OPEX) grazie all’utilizzo di processi avanzati, come UltraLoop™.
In sintesi
L’intervista ad Andrea Formigoni ci ha accompagnati alla scoperta di un approccio concreto alla sostenibilità industriale, dove tecnologia e rispetto per l’ambiente diventano leve di competitività e responsabilità. DEC è un’azienda attiva a livello globale, con una gamma di processi che spazia dai sistemi di recupero solventi (SRU™) ai sistemi di ossidazione termica (RTO™), passando per tecnologie ibride, quali i rotoconcentratori (RBC™).
Le migliaia di progetti in tutto il mondo, non solo nei mercati dove la sensibilità normativa e l’aumento dei costi delle materie prime spingono le aziende a un immediato “salto di qualità” verso la sostenibilità, dimostrano che un approccio concreto alla sostenibilità, guidato dalla tecnologia, è una leva fondamentale di competitività e responsabilità.
Auspichiamo che questo incontro sia fonte di ispirazione ambientale e di benessere interno anche per le tante aziende che ancora stanno “tra color che sono sospesi” nelle decisioni in favore di un ambiente migliore tanto all’esterno quanto al loro interno.
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