Tra crescita, domande aperte e nuove responsabilità verso la sfida che ci attende nel nuovo anno.
Il 2025 della filiera della stampa e del packaging si chiude lasciandoci la consapevolezza di un settore che continua a evolversi, ma anche il peso di incertezze economiche, geopolitiche e culturali che ne condizionano lo sviluppo. È stato un anno di crescita selettiva, di trasformazioni non sempre rumorose, ma profonde, e di interrogativi che chiedono risposte non più rimandabili.
Le fiere e gli eventi di settore hanno rappresentato bene questo stato d’animo. Print4All a Milano, attesa come momento di rilancio e visione, ha lasciato più di un operatore perplesso: una sensazione di déjà-vu e l’impressione che il settore fatichi ancora a raccontarsi in modo incisivo, soprattutto sul piano strategico. Non è mancata la tecnologia, ma è mancato forse il racconto del “perché”, del valore, della direzione.
Di segno diverso, seppur non privo di ombre, Labelexpo Europe a Barcellona. Un’edizione in cui l’Italia conferma la sua leadership tecnologica, in particolare nelle etichette di alta gamma, ma anche per chi ha saputo distinguersi per i valori umani e culturali portati in fiera, ricordandoci che la tecnologia non è mai neutra. Resta però la domanda di fondo: l’entusiasmo percepito è autentico o è una reazione difensiva a un mondo sempre più segnato da una “guerra economica” diffusa?
Incontri e formazione
Accanto agli eventi fieristici, i convegni delle associazioni di categoria hanno ribadito alcuni temi chiave che MetaPrintArt ha seguito mese dopo mese. Primo fra tutti, l’intreccio sempre più stretto tra stampa e cartotecnica, che impone nuove competenze, nuove collaborazioni e una visione di filiera integrata. In questo contesto, emerge con forza la trasformazione del ruolo dello stampatore: da semplice fornitore a consulente, capace di accompagnare il cliente nelle scelte, di interpretare bisogni e di creare valore oltre il prodotto.
Ma l’innovazione non è solo tecnologica. Più volte abbiamo richiamato l’attenzione sulla centralità dell’uomo, sulla necessità di rimettere le persone – operatori, tecnici, giovani – al centro dei processi di cambiamento. Da qui il tema cruciale della formazione e della scuola, chiamate ad “alzare l’asticella” per preparare competenze adeguate a un settore sempre più complesso, digitale e interconnesso. Anche l’estate, tradizionalmente vista come pausa, è stata interpretata come tempo prezioso per riflettere e prepararsi al futuro.
Ombre
In questo scenario già complesso, pesa come un macigno la scelta politica di ridurre o tagliare i fondi a sostegno delle PMI per la transizione digitale, mettendo in discussione il percorso verso il cosiddetto “5.0”. Una decisione che rischia di rallentare l’innovazione proprio nel momento in cui sarebbe necessario accelerare, lasciando molte aziende sole di fronte a investimenti sempre più onerosi.
In sintesi
Chiudiamo quindi l’anno con più domande che certezze, ma anche con una consapevolezza chiara: la filiera della stampa e del packaging ha le competenze, la creatività e la cultura industriale per affrontare il futuro. A patto di non limitarsi a inseguire la tecnologia, ma di governarla, mettendo al centro le persone, il sapere e una visione condivisa. È questa la sfida che ci attende nel nuovo anno, ed è su questo terreno che MetaPrintArt continuerà a stimolare il confronto.
Buon 2026 a tutti
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