In un’intervista sul quotidiano Il Mattino, Marco Gambardella, presidente ATIF, parla dell’evoluzione nell’industria del packaging e della plastica a seguito del decreto per l’eliminazione della plastica monouso.

È ormai ufficiale: dal 2021 saranno banditi tutti i prodotti in plastica monouso. Lo ha deciso la UE e le aziende si dovranno adeguare e convertire la produzione.
In una intervista sul sul quotidiano Il Mattino, Marco Gambardella spiega come l’industria del salernitano ha colto questa normativa come un’opportunità.

Marco Gambardella ATIF

Marco Gambardella preseidente ATIF

Ricerca italiana d’avanguardia

Sono quasi 200 per 1500 posti di lavoro, le aziende salernitane del settore. Tra queste, oltre alle aziende che si occupano del packaging flessibile, come quella dello stesso Gambardella, la Bioplast, ci sono aziende che producono bicchieri, piatti, posate, cannucce. Tutti quei prodotti monouso, che la UE ha bandito a partire dal 2021 con il programma ‘plastic free’.
«Un impatto importante – dice Gambardella – soprattutto per quest’area, in quanto l’Italia è il primo produttore europeo di prodotti monouso, di cui il salernitano rappresenta il 30% con 186 aziende operative nella filiera del packaging in plastica.» In totale sono 2500 le unità produtttive.
È una filiera in crescita negli ultimi anni e che ora dovrà fare i conti con la direttiva europea.

Un disastro quindi?

«Fortunatamente non è così – dice il presidente di ATIF –. Le aziende stanno prendendo le misure necessarie per convertirsi. Quella che potrebbe essere un problema, sarà invece un’opportunità. Opportunità di sviluppo e innovazione

In effetti le Università – e quella di Salerno in primo piano – sono molto vicine a questo comparto industriale e stanno da tempo studiando e mettendo a punto nuovi materiali per i quali il nostro Paese è all’avanguardia.

Ci saranno quindi nuovi prodotti.

«I progetti messi in campo – continua Marco – si basano su due aspetti. Prodotti biodegradabili e compostabili, idonei al contatto con gli alimenti. E anche resistenti alle alte temperature

Altro aspetto da considerare, è la necessità di incentivare le infrastrutture per i prodotti compostabili.

«Il prodotto – spiega Gambardella – deve essere un compost in tutte le fasi di vita, dalla produzione fino allo smaltimento. Non va buttato nell’indifferenziato, dove genererebbe danni, ma messo negli appositi siti di compostaggio

Le istituzioni devono muoversi

A questo punto dovranno intervenire le istituzioni e qui parte l’appello del presidente ATIF, ma che dovrà estendersi ad altre filiere. Una responsabilità per i produttori di imballaggi, per le industrie dei beni di consumo, per la grande distribuzione e le associazioni consumatori. Tutti questi dovranno sollecitare il governo a prendere rapidamente i necessari provvedimenti.

Il problema infatti è il fattore tempo. Mancano meno di due anni, anzi una ventina di mesi all’attuazione della direttiva che vieta il monouso. Quindi non si può perdere tempo in parole, discussioni, veti incrociati, e men che meno, giochi di potere negli appalti.
Bisogna correre. Correre davvero. E con la serietà che molte aziende e industrie italiane hanno dimostrato e continuano a dimostrare a dispetto di istituzioni tardigrade.

«Il tempo c’è ma non per tutti – sottolinea Gambardella. – Chi è stato lungimirante ha già trovato prospettive nuove e ci sta lavorando. Per costoro la normativa non è una minaccia. Si deve quindi creare un circolo virtuoso che ha il compito di proteggere il comparto

Il ruolo della formazione e della ricerca è altrettanto fondamentale. Ma in questo contesto si sta lavorando bene.

«Salerno – conclude infatti il presidente ATIF e direttore commerciale di Bioplast – è la culla del packaging tant’è vero che qui è nata una collaborazione proficua con l’Università (il campus di Fisciano – ndr) che, assieme a 16 aziende che hanno investito ha realizzato il primo master post laurea per 20 ragazzi che lavoreranno nel settore
Senza dover migrare al nord o all’estero.