Cronache di una giornata tra amici e appassionati della tipografia al XVIII Congresso AIMSC di Bologna.

C’è chi il sabato va allo stadio, chi al centro commerciale… e poi c’è la splendida tribù degli appassionati di stampa, carta, torchi e caratteri mobili. Quelli che, quando si parla di tipografia sentono il profumo della storia.
A loro è stato dedicato il XVIII Congresso AIMSC, che quest’anno ha fatto registrare un trionfo degno dei concerti rock: iscrizioni chiuse in anticipo al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.

Un risultato niente affatto scontato, considerando che in contemporanea si stava chiudendo la XXIV Settimana della Cultura d’Impresa (per non parlare della Coppa Davis, sempre a Bologna). Evidentemente il richiamo del piombo e della carta sa ancora fare miracoli.
Dopo i saluti della direttrice del museo Maura Grandi che ne ha ricordate le finalità tra cui conservare e valorizzare il patrimonio industriale e tecnologico della città e favorire la formazione e l’educazione al lavoro e all’industria.

Dopo il messaggio di saluto del presidente Luigi Stefano Campanella che ringrazia le associazioni di categoria presenti, segno di una rinnovata collaborazione, e si parte subito forte.

L’intelligenza (non artificiale) dipende dalla carta

Pierluigi Brustenghi, neurologo e psicoterapeuta, ci spiega che intelligenti si diventa. Bene, possiamo ancora sperare. E non è un dettaglio da poco: il cervello si forma con i sensi in ordine sparso (prima il tatto, poi sapore, udito e vista), e cresce nei primi cinque anni più di quanto faccia in tutta la vita e… sì, funziona meglio se il bambino corre su un prato piuttosto che nel traffico.
Due messaggi volano al pubblico come un titolo della Monotype: l’intelligenza si nutre di scrittura manuale, e della lettura su carta. Il pensiero profondo si indebolisce con l’uso precoce degli schermi, lasciando spazio al pensiero veloce, che induce all’errore.
Un elogio alla carta che, in un congresso di tipografi, non poteva che trovare applausi convinti (e sorrisi complici). E, soprattutto, ricordando che la scrittura a mano in corsivo attiva 12 aree cerebrali, mentre solo 2 sono quelle attivate dalla tastiera.AIMSC Intelligenza

Carta a mano, mastri cartai

Il racconto di Nadia La Torre porta una ventata di leggerezza e orgoglio: il laboratorio Experimenta di ANFFAS a Ortona forma persone con disabilità a diventare veri mastri cartai. Un’eccellenza italiana che è approdata persino al G7 2024 con gli opuscoli in carta a mano sulla Convenzione ONU. Quando si dice che la carta unisce, eleva e include… qui è letterale. Un applauso a un’iniziativa da conoscere e far conoscere.

Cesare Ratta e gli operai tipografi: storia viva

Poi arriva Adalberto Monti, che parlare di Cesare Ratta lo fa con la stessa passione con cui un tipografo accarezza un cliché. Con la sua innata passione conduce il pubblico attraverso le origini delle scuole tipografiche italiane: Pavoni a Brescia, don Bosco a Torino, e poi Milano, Firenze e Bologna con il ‘suo’ Aldini Valeriani.

E qui la chicca: la scuola bolognese nacque perché gli operai tipografi la chiesero – e si autotassarono ‒ dichiarando senza giri di parole «abbiamo bisogno di imparare». I tipografi furono i primi ad avere un contratto di lavoro, ad avere, come diceva don Bosco, una “dignità del lavoro”. Una dignità del lavoro che oggi farebbe commuovere anche un torchio Dell’Orto, Monza voce narrante del ‘libretto’ che Giorgio Pazzini ha pubblicato per i 140 anni della tipografia di famiglia.
Rimandiamo chi desidera sapere di più sul “Cav. Ratta Litografo (?)”, come erroneamente scrissero sulla targa della rotonda a lui intitolata, finché Adalberto Monti la fece correggere agli articoli: “Cesare Ratta tipografo” e Una piazza per Cesare Ratta.

Riciclo: l’economia circolare che funziona davvero

Col suo stile vivace e diretto, Piero Capodieci racconta la filiera della carta come modello di economia circolare. Sì, perché – sorpresa! – l’Italia nel riciclo è avanti anni luce rispetto a molti altri Paesi.

La Paper Week di COMIECO (prossima edizione a Parma, 13–19 aprile 2026) è l’occasione per ricordare che riciclare carta conviene davvero: all’ambiente, all’economia, oltre che al buon senso. L’obiettivo della Paper Week è sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della raccolta differenziata di carta e cartone, evidenziando come le azioni quotidiane possano contribuire a risultati globali significativi per l’ambiente e l’economia. E c’è una ragione: riciclare conviene.

Tra motori, torchi e memoria industriale

Prima della sessione pomeridiana, una visita al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna rinfresca spirito e curiosità: tecnologie, motori, macchine, mezzi di trasporto ‒ e tante motociclette ‒ e, ovviamente, la sezione dedicata alla stampa, con Monotype, Linotype e torchi e plàtine, tutto custodito con cura.
Un luogo dove i macchinari non sono “ferro vecchio”, ma pagine di storia.

Un museo degli inchiostri? Presto realtà

Piero Pozzi entusiasma con un volo rapidissimo nella storia dell’inchiostro ‒ a partire dal paleolitico ‒ e nelle sue trasformazioni tecniche. La parte veramente coinvolgente della relazione di Piero è stata la storia delle società produttrici di inchiostri, di cui l’Italia è stata protagonista fino ai primi anni 2000. Industrie nel tempo acquisite dalle aziende straniere che oggi dominano sul mercato. A parte l’unica che mantiene la propria autonomia dalle origini: Colorgraf di Lainate (MI) fondata da Enrico Pellegrini nel 1951  come attesta la ricetta n.1 datata 11 dicembre 1951. Ed è proprio in Colorgraf che nascerà il primo museo degli inchiostri, per il quale facciamo tutti il tifo.
E, sorpresa, ha concluso facendo omaggio a Sandra Samoggia di alcune lattine d’inchiostro originali della storica azienda di famiglia, la Supercolor.Superolor Samoggia

Quando il passato diventa laboratorio

Per raccontare i laboratori di ITS Rizzoli, David Serenelli è partito dalla Cina. Non a caso, perché se è vero come dice il titolo della sua relazione che “Il passato non è storia, ma laboratorio” l’Università di Shangai in questo ha molto da insegnare. Davide ha illustrato il Bi Sheng Workshop cui ha partecipato l’11 novembre scorso, insieme a Elisa Conselvan di GAMA Group Srl dove hanno presentato il contributo Italiano alla formazione con “The Printing Market and Vocational Education”. Un ponte culturale e tecnico che dimostra come la tipografia sia un terreno fertile di scambi e innovazione.

Il libro-enigmaT

Un’occasione ghiotta per vedere dove può arrivare la stampa l’ha poi offerta Giacomo Leonardo Cecchetti, Direttore Tecnico di Pazzini Stampatore Editore presentando “La magia dei numeri: viaggio nel libro-enigma”. Un progetto editoriale unico che fonde la matematica dei numeri primi e le sequenze di Fibonacci con un design concettuale.
Qui la stampa digitale si sposa con la legatura artigianale ispirata agli antichi codici. Un connubio perfetto e pieno di fascino. Libro Enigma Pazzini

ARMUS: il Meta-Museo della stampa a Genova

A Marco Picasso è toccato il compito di tenere ancora viva l’attenzione prima di chiudere una giornata intensa. Lo ha fatto raccontando il mondo sorprendente di ARMUS ‒ Archivio Museo della Stampa di Genova ‒ che lui ha definito un Meta-Museo perché oltre alle macchine, questo ha un sentore antropologico, dimostrato dalle Perpetual Ikon del fondatore e curatore Francesco Pirella ‒ autore del logo di AIMSC ‒. Pirella ha infatti ‘tipografato’ volti e corpi di grandi personaggi dal poeta Mario Luzi all’astrofisica Margherita Hack al prete di frontiera don Gallo, creando così delle ‘sindoni’ conservate nel ‘Sancta Sanctorum del museo insieme ai reperti dell’Antilibro.

È stato molto più di un congresso

Con i saluti finali del segretario Vincenzo Gilenardi, si è chiuso ‒ in perfetto orario sui tempi previsti grazie alla capacità organizzativa di Renato Gelforte ‒ un congresso che ha onorato in pieno il suo titolo, dimostrando che la memoria, la manualità e la bellezza non sono reperti da museo, ma strumenti viventi e potenti per formare un futuro consapevole e, soprattutto, umano.

Lo confermano i commenti a caldo di Carlo Montedoro, presidente di Assografici, e Lara Botta, presidente dell’Unione GCT Milano: “La partecipazione al 18° Congresso AIMSC, dal titolo “Formare il futuro con il passato”, ha evidenziato con chiarezza il profondo legame tra ciò che è stato e ciò che sarà. Cultura e tradizione rappresentano pilastri essenziali del nostro percorso, in particolare nel settore cartario e della stampa, ambiti in cui il patrimonio storico continua a offrire strumenti indispensabili per affrontare le sfide future. È proprio per questo che riteniamo fondamentale sostenere associazioni come l’AIMSC, che si impegnano a preservare e valorizzare questa eredità, garantendo che il passato continui a essere una guida preziosa per le nuove generazioni.”

Mi unisco ai complimenti e ringraziamenti per questa giornata ricca di contenuti interessanti e spunti di riflessione di qualità, è il commento di Valentina Zancla di ENIP-GCT

Un ringraziamento è doveroso anche nei confronti delle aziende che hanno aderito a AIMSC  come soci sostenitori: Colorgraf, Koenig&Bauer, UV One.

È chiaro a tutti che il Congresso AIMSC non è stato soltanto un evento culturale. È stato un ritrovo tra amici, un abbraccio tra generazioni, un elogio a un mestiere che non smette di evolvere ‒ dove caratteri in piombo e pixel sono parenti, come ha ricordato Picasso ‒ pur restando fedele alla sua anima fatta di carta, inchiostro e passione.
E anche quest’anno, il piombo ha battuto il digitale: almeno nel cuore di chi c’era.